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GTS e l’ecosostenibilità

Alessio Muciaccia

BARI – Dalla grande città del Sud Italia alla conquista del mercato del trasporto intermodale europeo e non solo: è la mission di GTS, storica azienda della famiglia Muciaccia, che si affaccia al 2020 con nuove sfide legate anche alla nuova strada tracciata di recente dall’UE: l’ecosostenibilità.

GTS, alla partenza, conta su ‘numeri’ di tutto rispetto: 11 i paesi nel network ferroviario, 20 terminal in tutta Europa, 85 mila trasporti, una produzione di 2,8 milioni di chilometri di trasporti ferroviari merci in Italia, 3,500 i treni completi all’anno e ben 180 dipendenti. E un fatturato di oltre 100 milioni di euro (il 2019 ha chiuso con un +9% sul 2018).

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Ma anche altri ‘numeri’ – ricorda l’azienda – contribuiscono a fare di GTS il quinto operatore privato del settore: 15 locomotive più tre nuove Siemens Vectron 191, acquistate da poco e che saranno consegnate entro questa primavera, 300 carri ferroviari e 2.600 container di proprietà.

GTS, poco più che ‘quarantenne’ (la società è attiva dal 1977), ha una tradizione lunga e legata al territorio: fondata da Nicola Muciaccia, oggi presidente, dà una svolta alla propria attività nel 2008 sfruttando la liberalizzazione del mercato merci europeo. A capire le potenzialità di questo nuovo scenario è il ceo Alessio Muciaccia, figlio, che permette a GTS di rafforzarsi dando vita a GTS Rail che gli consentirà di raggiungere la propria indipendenza. Da lì ad oggi, hanno guadagnato “binari” e fidelizzato clienti, il tutto investendo nella nuova sensibilità verso l’ambiente decidendo di sposare la sfida sull’ecosostenibilità del trasporto.

Ultimo tra gli accordi sottoscritti quello con un marchio italiano noto a livello ‘mondiale’: dal 1° marzo GTS trasporterà infatti l’intera produzione Barilla destinata al mercato tedesco. Operazione che toglierà dalla strada circa 4.000 tir che tradotto in termini di sostenibilità ambientale, per la quantità di CO2 risparmiata, corrisponde a oltre 200 mila alberi piantati.

Ed ora che lo scenario del settore potrebbe avere ulteriori risvolti per via della Brexit, Muciaccia non si dimostra affatto preoccupato. Anzi, la coglie come una nuova opportunità: secondo il ceo, infatti, spostare le merci su treno sulle lunghe percorrenze sarà ancora più conveniente a causa delle ristrettezze europee imposte sul trasporto su gomma a cui sarà affidato invece solo l’ultimo miglio.

E tornando alle sfide, nel futuro più immediato dell’azienda barese ci sono i porti, dove Alessio Muciaccia intravede grandi possibilità e un accordo con un’importante compagnia navale.

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Pubblicato il
29 Gennaio 2020

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