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Così i porti alla sfida ambientale

LIVORNO – Il rischio è che diventi una moda di parlarne molto e di agire poco. Ma già il fatto di porsi il problema è importante. Così serve individuare nel miglioramento ambientale ed energetico uno dei fattori di competitività dei porti. È questo il principale obiettivo che l’AdSP di Stefano Corsini si è prefissata di raggiungere con il Documento di Pianificazione Energetica e Ambientale (DEASP) presentato nei giorni scorsi in un evento online organizzato a Palazzo Rosciano, quartier generale della Port Authority.

Davanti a una platea di una quarantina di partecipanti, tra soggetti istituzionali e operatori portuali, è stato illustrato l’inventario dei consumi energetici in termini di CO2 equivalente prodotta dai porti del sistema.

Le tonnellate di anidride carbonica emesse ogni anno nelle aree portuali dell’AdSP del Nord Tirreno sono oltre 200.000, il 90% delle quali sono prodotte a Livorno, lo scalo multipurpose che per dimensioni e volumi di traffico costituisce naturalmente il principale scalo del sistema.

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Confermando gli studi precedentemente svolti dall’AdSP, che fin dal 2010 – col progetto Climeport – aveva approfondito l’argomento, è emerso anche che è il settore navale a portare il maggiore contributo di emissioni: quasi il 90% di tonnellate di CO2 equivalente proviene infatti dalle navi in manovra e in stazionamento a banchina.

Per quanto riguarda lo svolgimento delle attività di movimento merci a terra, il gasolio è ancora il vettore energetico più utilizzato.

“Alla luce della fotografia attuale delle emissioni di CO2 dei porti, è possibile adesso sia prevedere obiettivi di riduzione delle emissioni conformi agli obiettivi nazionali, monitorandone l’andamento nel tempo, sia individuare obiettivi specifici per ogni porto del Sistema, definendo azioni infrastrutturali e misure di incentivazione mirate a migliorare la gestione energetico-ambientale delle attività” ha dichiarato il dirigente dell’AdSP responsabile del DEASP, Claudio Vanni, che ha ricordato come le previsioni dei Piani Regolatori Portuali vigenti già mirino al “miglioramento dell’efficienza energetica dei trasporti e delle operazioni portuali, spostando ad esempio il trasporto merci quanto più possibile su ferrovia”.

Potenziare il consumo dell’energia elettrica, utilizzando eventualmente una generazione di energia locale da fonti rinnovabili, potrebbe inoltre migliorare le prestazioni dei porti dell’AdSP MTS.

L’incontro sul web – dice la nota dell’AdSP – è servito a condividere con la comunità portale il percorso di redazione del DEASP. I partecipanti all’incontro on line hanno potuto infatti prendere parte ad un interessante dibattito sia sulle strategie (è possibile immaginare un sistema portuale carbon neutral a lungo termine?) che sui progetti (quanta energia elettrica si potrebbe produrre installando pannelli fotovoltaici su tutti i tetti degli edifici esistenti in porto?); inoltre un sistema di votazione on line specificatamente progettato per l’evento ha permesso di individuare un ordinamento delle preferenze dei presenti riguardo alle proposte descritte.

L’impegno dell’AdSP è quindi adesso nella realizzazione di approfondimenti e studi di fattibilità per realizzare l’adeguamento delle reti elettriche portuali alle esigenze di consumo futuro, soprattutto a Piombino e Livorno, e valutare la possibilità di fornire energia elettrica ai traghetti che stazionano di notte e Portoferraio; le infrastrutture elettriche così ripensate potrebbero consentire di sfruttare anche innovative modalità gestionali recentemente introdotte dalle normative europee e nazionali, come ad esempio i consorzi di acquisto, i sistemi di distribuzione chiusi e le comunità energetiche.

“Non inventiamo niente di nuovo – ha concluso Vanni – quello che vogliamo fare in ambito portuale è consentire l’approvvigionamento di elettricità a basso costo e pulita, prodotta cioè da fonti rinnovabili”.

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Pubblicato il
8 Luglio 2020
Ultima modifica
10 Luglio 2020 - ora: 15:18

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