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A Livorno mega-area logistica all’ex Enel

LIVORNO – C’è stato, fino ad oggi, uno strano – e sotto certi aspetti preoccupante – silenzio su un progetto per una nuova grande area logistica nel porto labronico, di cui invece si parla tra istituzioni con incontri e confronti.

Il progetto riguarda la trasformazione della attuale ex-centrale dell’Enel, in Via Orlando, in una vera e propria area logistica portuale con una banchina ottenuta resecando parte della Calata del Magnale, grandi piazzali di movimentazione anche container, gru di banchina dedicate e un parco di magazzini tra i più grandi del porto.

Il progetto di massima è in mano al responsabile della programmazione dell’AdSP Vanni. Ma è stato anche inviato al sindaco Salvetti, trovando – a quanto si dice – un importante sponsor nell’assessore Simoncini. Non si sa bene se all’interporto Vespucci il progetto sia arrivato in diretta o come indiscrezione: certo che ha suscitato preoccupazione perché l’area logistica Enel direttamente in porto rappresenterebbe un elemento concorrenziale tutt’altro che ininfluente. Sembra siano previsti per i prossimi giorni incontri tra i vertici del Vespucci, quelli del Comune e dell’AdSP per studiare il piano Enel.

Le preoccupazioni che circolano non vengono solo dall’interporto. I terminal portuali esistenti e gli operatori che vi si appoggiano si chiederebbero fino a che punto il nuovo grande terminal Enel possa dimostrarsi concorrenziale – o peggio – rispetto all’esistente. C’è anche il problema della viabilità: un’area logistica così importante nella già congestionata strada di accesso non è certo l’ideale per snellire il traffico pesante, pur considerando che l’Enel avrebbe previsto anche un raccordo ferroviario (ma dove attraverserebbe la strada?). Qualcuno guarda ancora più lontano e teme che il progetto Enel possa sminuire quello della Darsena Europa.

Chi è favorevole, specialmente in Comune, ritiene invece che si tratti di un’importante occasione per trovare nuovi spazi operativi in un porto sempre più “piccolo” rispetto alla richiesta che, malgrado il Covid, continua ad esserci. Al momento associazioni di categoria del porto non si sono pronunciate. Ma riteniamo che il progetto richieda un attento esame generale, sia per la sua portata – anche in positivo – sia per le conseguenze sugli assetti tradizionali.

 

Pubblicato il
25 Novembre 2020

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