Pressione fiscale ALSEA denuncia: “è insopportabile”

Betty Schiavoni

ROMA – Se l’OCSE sottolinea che l’Italia può riprendersi nell’anno in corso, chi lavora e cerca di sfangarla denuncia che tra gli ostacoli a una seria ripresa c’è la strabordante pressione fiscale italiana, per di più ingiusta e spesso indiretta.

In merito il presidente ALSEA, Betty Schiavoni ha dichiarato: “Ci viene da tempo richiesto di indicare quali sono gli interventi prioritari da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Italiano per il nostro settore. Ebbene noi non ne facciamo una questione di settore ma di sistema Paese, poiché se l’Italia non funziona, anche i singoli settori faticano. Per questo, la priorità deve andare alle riforme che sono alla base del Recovery Plan. Con un focus su quella fiscale”.

Sono appena usciti i dati ISTAT – sottolinea Betty Schiavoni – che mostrano per il 2020 una pressione fiscale in Italia del 43,1% sul PIL, in aumento rispetto al 42,4% del PIL dell’anno precedente. Nel 2019 la pressione fiscale italiana, al netto del sommerso e dell’economia illegale, si attestava al 48,2%. Nel confronto europeo, secondo i dati della Fondazione Nazionale Commercialisti siamo al primo posto in Europa. Quindi, nonostante il Covid-19 e gli interventi favorevoli del Governo la pressione fiscale in Italia è aumentata.

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