L’ANCIP e autoproduzione nei porti

ROMA – L’uso del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per modificare alcune importanti norme approvate dal Parlamento, tra cui quella riguardante il tema della regolazione dell’autoproduzione nei porti, rappresenta un fatto gravissimo. Lo sostiene l’ANCIP, l’associazione delle Compagnie dei lavoratori portuali, in una nota che così prosegue.

“È un’offesa all’autonomia e al potere legislativo del Parlamento”.

“Un colpo vergognoso ai lavoratori dei porti, alle imprese portuali sia articoli 16, imprese di sbarco e imbarco, agli articoli 18, imprese terminalistiche, agli articoli 17 imprese fornitrici di lavoro temporaneo nei porti”.

“C’è la volontà di far saltare un principio e creare una distorsione mortale nel mercato delle imprese e del lavoro, mettendo in discussione una norma che regola il lavoro a bordo e il lavoro nei porti”.

“I portuali facciano i portuali, i marittimi facciano i marittimi”.

“Tutti i lavoratori dei porti italiani fanno appello al ministro del Lavoro, Orlando e al ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Giovannini affinché tale norma venga cancella dal documento del PNRR”.

“Sale in noi la curiosità nel sapere quale “manina”, e per quali interessi di parte, abbia agito per inserire tale indicazione. Su questo punto andremo fino in fondo”.

“La Sostenibilità tanto evocata deve necessariamente transitare dalla tutela del lavoro e dei lavoratori, cercare di contrapporre portuali e marittimi è un fatto gravissimo, al quale si risponderà con durezza”.

“In conclusione, come ANCIP – chiuse la nota – dichiariamo a gran voce che siamo pronti ad affiancare e sostenere le organizzazioni sindacali in tutte le azioni che si riterranno più idonee per bloccare questo scempio, anche ad arrivare all’ipotesi di blocco dei porti di italiani”.

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