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Le tre teste che fecero ridere il mondo

LIVORNO – Passò alla storia come la beffa del secolo, che fece ridere tutto il mondo. Esattamente il 24 luglio del 1984, la benna attivata grazie alla Provincia di Claudio Frontera e alla conservatrice del Museo Vera Durbé pescò dai Fossi labronici una testa scolpita che fu attribuita ad Amedeo Modigliani. Successivamente ne uscirono dalle acque altre due e si scatenarono i soloni della critica artistica, sostenendo con approfonditi riferimenti che erano davvero autentiche.

Fu una sputtanatura mondiale quando i tre studenti autori di una delle teste andarono a raccontarlo al settimanale Panorama. Poi uscì allo scoperto anche l’altro autore, il pittore/scultore/portuale Angelo Froglia, che non aveva affatto scherzato, ma aveva puntato esattamente a dimostrare la prosopopea incompetente dei critici.

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La storia la conoscete tutti, non la ripeto. E fu considerata una macchia indelebile per la critica di sinistra, l’amministrazione di sinistra, la povera Durbé. Anche l’innocente Frontera ne pagò il fio. E ancora oggi, a distanza di tanti anni, le tre teste – che meriterebbero un posto d’onore nel museo locale per la fama portata a Livorno e allo stesso Modigliani – sono nascoste in un magazzino del Comune. Poteva essere un’occasione unica per ricordare lo spirito tutto livornese, gli scherzi dei cittadini scettici che avevano buttato nei Fossi durante le ricerche tutti i generi di rifiuti (furono ripescate una “bicicletta di Modigliani”, un“waterclose di Modigliani” ed altre fake utilities), le reazioni in tutto il mondo. Invece ancora oggi è il silenzio: margaritas ad porcos.

A.F.

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Pubblicato il
24 Luglio 2021
Ultima modifica
26 Luglio 2021 - ora: 12:48

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