Ricariche elettriche in autostrada si può

TORINO – Con riferimento a notizie e dichiarazioni diffuse su alcuni mezzi di informazione, secondo cui l’Autorità di regolazione dei trasporti avrebbe deciso arbitrariamente di occuparsi dell’installazione di reti di infrastruttura di ricarica per le auto elettriche nelle aree di servizio autostradali, generando così ritardi, ART precisa anzitutto che la sua stessa legge istitutiva (d.l. 201/2011) nel disciplinare le specifiche competenze nel settore autostradale, ha attribuito all’Autorità anche il compito di “definire gli schemi dei bandi relativi alle gare cui sono tenuti i concessionari autostradali” per individuare, con procedure trasparenti e competitive, i soggetti cui affidare i servizi di rifornimento di carbo-lubrificanti e quelli relativi ai servizi di ristorazione forniti nelle aree di servizio.

A seguito di recenti interventi del legislatore – scrive ART – nell’ambito di tali servizi rientrano anche quelli di ricarica dei veicoli elettrici, nonché di rifornimento di gas naturale compresso (GNC) e gas naturale liquefatto (GNL).

Quanto ai servizi di rifornimento di carburanti tradizionali, sia per i progressi tecnologici che hanno ridotto i consumi degli autoveicoli, sia per l’incidenza delle royalties sui prezzi alla pompa delle aree di servizio autostradali, fra il 2003 e il 2019 si è registrato un crollo della quantità di benzina e gasolio erogata, pari rispettivamente a -81,2% e -60,9%.

Il parco circolante di autoveicoli conta attualmente circa 40 milioni di mezzi, di cui quelli a propulsione elettrica o ibrida è circa lo 0,3% con previsioni di crescita al 2030 in un range compreso tra il 5 ed il 10%.

ART è impegnata pertanto a garantire – afferma la nota dell’Autorità – con assoluta tempestività rispetto ai termini delle concessioni interessate (concessioni in scadenza nel 2022 la cui proroga al 2024 è contenuta nel d.l. 121/2021, c.d. “Decreto Trasporti”, attualmente in corso di conversione), che l’affidamento della gestione delle aree di servizio avvenga previa adeguata valutazione: delle capacità tecnico-organizzative ed economiche dei soggetti che si propongono per la gestione delle suddette aree di servizio, tale da assicurare un adeguato, regolare e continuo livello di qualità della prestazione fornita all’utenza autostradale; della durata degli affidamenti coerente con gli investimenti previsti e gli standard individuati in termini di efficienza e qualità richiesti dal bando; del rispetto di condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture, che assicurino il contenimento dei costi per gli utenti, le imprese e i consumatori, nel rispetto dei principi di sviluppo e tutela della concorrenza.

In attesa che il procedimento regolatorio avviato con la propria delibera n.77/2021 si concluda – finisce la nota ART – e che, come precedentemente riportato, si applichi alle concessioni in scadenza nel 2022 (e prorogate al 2024 dal decreto Trasporti), restano comunque vigenti le disposizioni di cui al Decreto Legislativo n. 257/2016 e, in particolare, il principio di neutralità tecnologica degli impianti in esso richiamato a proposito dei punti di ricarica; nonché il rispetto delle procedure competitive di affidamento come previste dall’articolo 11 della legge 498/1992.

Quindi – afferma ART – installare punti di ricarica elettrica per autoveicoli è già attualmente possibile: infatti, nel corso del 2021, almeno un concessionario autostradale ha proceduto a dotare le tratte di propria competenza di tali punti di ricarica.

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