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Non soltanto il guanto di velluto

Luciano Guerrieri

LIVORNO – L’avevamo definito, come qualcuno ricorderà, pugno di ferro in triplo guanto di velluto. Ma a questo punto Luciano Guerrieri si sta dimostrando capace anche di togliersi il velluto dalle mani e picchiare duro. Il caso Forship ne è la prova: perché cercare di risolvere i problemi con il confronto e dove possibile con gli accordi amichevoli qualche volta evidentemente non basta. Dura lex sed lex.

A confortare le linee dure che Guerrieri evidentemente sa adottare c’è anche il suo segretario generale Matteo Paroli. Che non si era ancora insediato a palazzo Rosciano quando ci dichiarò che intendeva aiutare il suo presidente a far funzionare a pieno regime la “macchina” dell’AdSP. Matteo Paroli i guanti di velluto non li ha mai avuti: e da avvocato specialista, ma specialmente da sperimentato conoscitore della realtà della “macchina” di palazzo Rosciano – dalla quale se ne andò sbattendo la porta alcuni presidenti prima – sa bene che a volte la ricerca dell’accordo non paga.

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Le sfide ancora aperte per Guerrieri e per Paroli non sono certo poche: in particolare c’è quella relativa alla sistemazione dei ro/ro Grimaldi di ultima generazione, che l’armatore si sforza di mantenere a Livorno ma che hanno bisogno di banchine ben più strutturate di quelle attuali. Anche la soluzione ibrida dell’Alto Fondale si sta rivelando praticabile con riserva, causa il ritorno elle prime navi da crociera e l’ibridazione dell’accosto con le navi della cellulosa, vera vita per la Cpl e per il lavoro in genere.

Li stiamo a vedere lavorare, cercando anche di dar loro la mano che si meritano. E con la curiosità dissertare anche quanti guanti di velluto e quanti pugni di ferro arriveranno prossimamente. Buon lavoro.

A.F.

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Pubblicato il
1 Dicembre 2021

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