Gli interporti italiani nelle richieste UIR

ROMA – UIR, l’unione degli interporti italiani, ha fatto di recente un check ponendo anche una serie di richieste per lo sviluppo della rete interzonale della logistica nazionale. Questi i punti fondamentali.

  • Occorre potenziare lo sviluppo infrastrutturale coordinato tra la rete ferroviaria e i nodi interportuali e portuali, con l’allungamento del modulo a 750m sia in linea che nei nodi (il potenziamento delle linee senza il contestuale adattamento dei nodi è un costo inutile), e l’incremento di portata delle linee, almeno quelle principali, a 2.000 tonnellate e con il peso assiale di 22,5 tonnellate.
  • L’adozione della sagoma P400 per il trasporto dei semirimorchi e la risoluzione dei colli di bottiglia principali. L’investimento in macchinari per incrementare la capacità di handling e di manovra nei nodi, anche grazie ai Bandi PNRR. Il potenziamento delle relazioni ferroviarie tra porti e interporti sfruttando le aree a disposizione negli interporti per “allungare la banchina” o sfruttando il network di collegamenti già esistente negli interporti. Il completamento dei Corridoi doganali per liberare velocemente le aree di banchina e sfruttare gli interporti per la vicinanza alle aree di destinazione finali delle merci.

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