L’amara illusione

NEW YORK – L’amarezza è legittima di questi tempi vedendo il monumento della foto qui sopra: un monumento replicato in una trentina di piazze nel mondo, da New York a Malmo, a Losanna, Pechino e Oslo solo per citarne qualcuna. La scultura originaria è dell’artista svedese Carl Fredrik Reutersward, realizzata nel 1980 e poi replicata su sua autorizzazione. È un simbolo di negazione della violenza ma.. a quanto pare poco attuale. O per essere più franchi, uno dei simboli mondiali meno realistici. Pensare che Austria e Stati Uniti ci hanno fatto in passato anche un francobollo commemorativo

E poi, guardiamoci intorno.  Davvero, stiamo vivendo giorni che non avevamo più pensato di dover vivere. Ci guardiamo intorno e vediamo solite cose: i ponti festivi della Pasqua e del 25 aprile, la festa di domani del 1 maggio, lo sbocciare del mese che ci porta la primavera vera, i primi assaggi del tepore del sole.

La tv ci riempie di messaggi pubblicitari su com’ é trendy quel luogo di vacanza, come sono buoni quei sughi e quei vini, com’ è alla moda quell’auto hybrid. Tutto normale, tutto davvero NORMALE. Anche il Covid, chissà perché, fa sempre meno paura.

C’è voglia di serenità, di mare, di belle bimbe in bikini…

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