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La portualità nautica in Adriatico

Nella foto: Un momento della presentazione ad Ancona.

ANCONA – La portualità turistica cresce in Adriatico e rappresenta un’opportunità importante anche nelle Marche, dove il diportismo è ancora legato per la gran parte ad un’utenza locale. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Svem, la società di sviluppo della Regione Marche, nell’ambito del progetto Framesport. Lo studio è stato presentato nei giorni scorsi alla Mole Vanvitelliana di Ancona, nel corso dell’incontro “Lo sviluppo della portualità turistica nelle Marche”, tra i momenti di confronto in programma nella manifestazione “Tipicità in blu”. Nell’incontro è stata anche espressa solidarietà – con collegate iniziative concrete – alla vicina Romagna per il dramma dell’alluvione.

L’analisi ha riguardato i nove porti turistici delle Marche: Gabicce Mare (Vallugola), Pesaro, Fano, Senigallia, Ancona, Numana, Civitanova Marche, Porto San Giorgio e San Benedetto del Tronto. La quasi totalità dei 5350 posti barca (88%) è utilizzata da chi vive nelle Marche, mentre se si guarda all’area adriatica nel suo complesso si registra una vocazione più turistica dei porti: circa un terzo della clientela proviene da paesi esteri rispetto al luogo di approdo; gli utenti in transito rappresentano un quarto degli utenti nazionali ed oltre metà di quelli internazionali. Il segmento dell’home port (con servizi di noleggio e charter) si dimostra in grande crescita nell’Adriatico e la ricerca suggerisce alcune azioni per agganciare questo trend, tra cui: integrare le proposte turistiche con l’entroterra, migliorare il confronto tra gli operatori e il sistema di governance, fare investimenti infrastrutturali per ottimizzare o incrementare i posti barca. 

L’indagine rappresenta un contributo alle attività di pianificazione, gestione, promozione e valorizzazione della portualità turistica regionale e rientra nelle azioni pilota che Svem ha realizzato con la Regione Marche, partner associato di Framesport: “Un progetto – ha detto in collegamento Monica Mancini Cilla, vicepresidente di Svem – che vede un partenariato internazionale e che ha coinvolto i nove porti marchigiani realizzando, oltre allo studio, la sperimentazione di servizi di trasporto sostenibile a Gabicce Mare e Numana. Un’occasione importante per far crescere il territorio in questo settore e rafforzare il lavoro di rete”.

Ad aprire il confronto Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche, che ha sottolineato il valore aggiunto dei piccoli porti e il ruolo da protagoniste che l’Italia e le Marche giocano nell’economia del mare. Sull’attenzione crescente alle opportunità offerte dal turismo nautico si sono soffermati Francesco Di Filippo, vice presidente vicario di Assonautica, che ha illustrato il progetto “Viaggio italiano”, e Ludovico Scortichini, presidente del Comitato Territoriale del Comprensorio Anconetano di Confindustria Ancona, che ha parlato di “settore su cui puntare”. Alessandro Bove di Corila – Università di Padova (soggetto capofila di Framesport) e Luca Barbadoro di Svem hanno illustrato le attività sviluppate in oltre tre anni di progetto. È intervenuto inoltre Valerio Temperini dell’Università Politecnica delle Marche.

Il progetto Framesport mira a promuovere lo sviluppo integrato, sostenibile e strategico dei piccoli porti dell’area di cooperazione Italia – Croazia, quali motori della crescita socio-economica delle aree costiere. Cofinanziato dal Programma Italia-Croazia CBC e realizzato nelle Marche grazie al Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) ha preso avvio nel 2020 e si concluderà nel giugno di quest’anno.

Pubblicato il
27 Maggio 2023

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