Batterie navali, arriva l’ossido solido

Nella foto: Una batteria Elcogen.

SEUL – La Hyundai, conglomerato coreano che ormai spazia in tuti i remi dell’industria, sta aprendo la strada a una nuova generazione di batterie, che dovrebbero avere notevoli vantaggi rispetto a quelle oggi più diffuse, ma con dichiarati problemi di pericolosità in caso di incidenti (prendono fuoco facilmente). Si tratta delle batterie SOFC (Solid Oxide Fuel Cells) che utilizzano ossido solido e hanno come componente essenziale l’idrogeno verde.

Hyundai è stata la prima grande  conglomerata a metterei cappello su un processo inventato dalla Elcogen europea con l’ossido solido come base: e che è già maturo, con una sperimentazione che è stata iniziata una ventina d’anni fa in Estonia ed ha raccolto importanti finanziamenti sempre nell’ambito della ricerca delle energie verdi da stoccare senza pericoli.

Secondo quanto si legge sul rapporto dedicato di Hyundai, le batterie in questione sono di grandi dimensioni e quindi sono destinate alle nuove generazioni di navi: potranno consentire lo stoccaggio a bordo di ingenuità ti quantitativi di energia prodotta dei motori durante la navigazione, ed utilizzare le b batterie durante le soste in porto, per ridurre drasticamente l’inquinamento.

Anche alla luce di questi progressi, ci si sta chiedendo sempre più quanto siano realmente utili – o al contrario, già superati – i tanti sistemi di “cold ironing” che la UE e in particolare l’Italia stanno imponendo sui porti., mettendo a rischio anche le reti urbane collegate.

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