RIXI: lacrime, sangue ma più mare

Edoardo Rixi

CIVITAVECCHIA – “Lacrime e sangue” anche per i porti dalla manovra finanziaria che il governo si appresta a varare. Il viceministro del MIT Edoardi Rixi non l’ha nascosto, nel recente te meeting a Civitavecchia dove si sono celebrati i 3 milioni di passeggeri dell’anno ormi in chiusura. Non è una bella prospettiva, ma in realismo è necessario e tutto il mondo dei traffici sta subendo le drammatiche conseguenze di guerre, recessione, scontri delle grandi economie, trasformazione energetivca. Superare di cavarcela senza pagarne lo scotto è utopia.

Le celebrazioni di Civitavecchia meritano più spazio, e lo troveremo. Oggi è importante registrare quanto Rixi ha annuncianto sul piano delle scelte del governo.

“Faremo entro Natale – ha detto il viceministro – una riunione con i presidenti dei porti per capire, anche sulla nuova Finanziaria, come recuperare risorse nel 2024. Chiaramente, come tutte le Finanziare, saranno lacrime e sangue però abbiamo la necessità di avere risorse per garantire investimenti strutturale al sistema nazionale. Il ministero si sta muovendo, in tal senso, in maniera forte.

 “Ci tenevo a rimarcare anche la crescita del traffico ro-ro, per noi fondamentale. Nessuno ci pensa – ha detto ancora Rixi – ma in un momento in cui abbiamo più di 200 miliardi di investimenti fra ferrovie, strade ed autostrade è evidente che per i prossimi 15 anni avremo profonde cantierizzazioni, con buona pace di tanti che rimarranno in coda (ahi ahi, n.d.r.!) D’altra parte, se dobbiamo ristrutturare, dobbiamo fare dei cantieri. Ne più ne meno, come quando si ristruttura casa: è difficile non avere disagi. Questo vuole anche dire che se utilizziamo di più il traffico marittimo e le AdM in una penisola come la nostra, abbiamo la possibilità di alleviare il traffico pesante sulle principali arterie e concentrarci sui lavori senza creare eccessivi disagi all’utenza. In questo senso va il provvedimento di rinnovo del Marebonus, a breve disponibile in GU.

“È assurdo che noi continuiamo a muovere la maggior parte del traffico su gomma – ha concluso Rixi – lungo la penisola quando, prendendo una nave, si arriva nel Nord Italia, in Calabria o a Roma in maniera molto più agevole e semplice.”

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