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AUTOTRASPORTO

“Port fee”: per Federlogistica niente muro contro muro bensì dialogo

Falteri: serve responsabilità nell’intera filiera

Davide Falteri

GENOVA. Stop al solito muro contro muro, anzi semmai la discussione va rilanciata e allargata. Così, cambiando in corsa le strategie dell’intero sistema logistico, Federlogistica risponde all’attacco del mondo dell’autotrasporto che prevede l’istituzione di un costo extra per evitare che le imprese dei camion restino schiacciate sotto il peso del congestionamento dei terminal portuali (e dei ritardi nella movimentazione). L’organizzazione delle aziende di logistica, di fronte al “congestion fee” dell’autotrasporto chiede dunque che l’invito al confronto lanciato dalle associazioni dell’autotrasporto sia allargato «all’intera filiera: armatori, terminalisti, spedizionieri, operatori logistici, trasportatori».

Come? Con «un tavolo di lavoro operativo». Con quali obiettivi? Soprattutto due: da un lato,  favorire «la tracciabilità e la trasparenza delle operazioni»; dall’altro, individuare «un sistema di compensazione equo a beneficio delle imprese di trasporto che oggi si trovano a sostenere da sole gli oneri derivanti dalle disfunzioni di sistema, dal congestionamento dei porti e dei terminal e quindi dalla dilatazione dei tempi di attesa». In particolare, con quale strumento? Federlogistica mette sul tavolo l’idea di «qualcosa come una “port fee” o un’addizionale di salvaguardia».

Davide Falteri, presidente di Federlogistica, dice chiaro e tondo il proprio auspicio: che «il governo possa intervenire con una regolazione strutturale e definitiva del sistema tariffario del trasporto su gomma». La regolazione servirebbe, ovviamente «nel pieno rispetto delle norme europee sulla concorrenza», a impedire forme di “dumping” che alimentano evasione fiscale e contributiva o minano la sicurezza stradale, comprimendo i margini e i tempi di lavoro del settore trasporti».

Al bando l’idea del muro contro muro contro l’estensione della “congestion fee” ad altri scali italiani: dopo Marghera (3 giugno) e Vado Ligure (16 giugno), fino a Livorno (1° luglio). Per Federlogistica occorre una «assunzione collettiva di responsabilità da parte degli attori della filiera logistica». Proprio per questo l’organizzazione di categoria commenta positivamente «l’apertura da parte di Assiterminal»:al contrario,  «continuano a preoccupare i ritardi nell’adozione di strumenti regolatori da parte delle Autorità di Sistema Portuale».

Pubblicato il
13 Giugno 2025

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