Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti
FEDERLOGISTICA

«Sos dazi, guai se subiamo e ci arrendiamo alla speculazione»

Falteri: a rischio 15 miliardi di export, indispensabile una cabina di regia

Il presidente statunitense Donald Trump mostra una tabella sui dazi: ma i numeri sono calcolati in modo sbagliato

GENOVA. «L’Europa deve smetterla di leccarsi le ferite». Non potrebbe esserci sintesi più efficace per riassumere la reazione di Davide Falteri, presidente di Federlogistica, dopo «l’ennesimo annuncio del presidente Trump su possibili dazi al 30% verso l’Europa, poi magari ritirati, come spesso accaduto in passato».

Il numero uno dell’organizzazione imprenditoriale parte da un dato di fatto: «Nessuno può leggere nella sfera di cristallo e prevedere quanto e cosa accadrà in materia di dazi. Ma una cosa è certa: non possiamo più permetterci di subire passivamente il gioco della speculazione internazionale. Annunci e smentite mandano in tilt i mercati e arricchiscono pochi, mentre le economie reali, come quella italiana, rischiano di perdere miliardi».

Il presidente fa i conti agli «effetti gravissimi» che si ripercuoterebbero su «tutta la catena logistica e produttiva europea, colpendo in particolare l’Italia». Ecco le cifre stimate: possibile perdita di 15 miliardi di export, dieci miliardi di Pil e 178mila posti di lavoro in fumo, soprattutto nel Mezzogiorno. Agroalimentare, meccanica, farmaceutica: sono i nostri settori d’eccellenza a pagare il prezzo più alto».

Davide Falteri, presidente di Federlogistica

Cosa fare? Per Falteri c’è bisogno «con urgenza» di «una cabina di regia interassociativa sulla logistica, che coinvolga le principali rappresentanze dell’autotrasporto, della logistica integrata, dello trasporto marittimo, della “blue economy”, del commercio, dell’industria e gli enti pubblici preposti come Dogane, ministeri, enti di controllo». Il messaggio è chiaro: a giudizio di Falteri, l’Italia «deve smettere di inseguire le crisi: serve consapevolezza, visione e un’azione unitaria. Perché il prossimo crollo, questa volta, potrebbe essere reale».

L’esigenza di affrontare «in modo strutturato e strategico» gli effetti delle tensioni commerciali globali – viene sottolineato – mira a impedire che «le imprese italiane diventino vittime di uno scacchiere geopolitico guidato da interessi speculativi».

Due i compiti-chiave della “cabina di regia”: da un lato, monitorare «gli effetti dell’aumento dei dazi su porti, noli, prezzi ed export, per attivare contromisure a difesa della filiera logistica nazionale»; dall’altro, trasformare «l’eliminazione dei costi extra (burocrazia in primis) in un obiettivo prioritario». A suo giudizio, non è possibile permettere che siano «le nostre inefficienze a fare da zavorra mentre il mondo corre».

 

 

Pubblicato il
14 Luglio 2025

Potrebbe interessarti

Festìna lente, anzi lentissimo

L’antica saggezza del suggerimento dell’imperatore Augusto, sembra diventata la guida più seguita non solo dalla politica nazionale ma anche dall’Authority di Livorno e Piombino. Dopo quasi un anno dall’insediamento del nuovo presidente, dopo tutta...

Leggi ancora

Salone nautico dei sogni proibiti

Aveva voglia il Gattopardo – ovvero Tomasi di Lampedusa – a sostenere che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente. Oggi, di fronte alle notizie d’anteprima per il prossimo, sempre più grande salone nautico...

Leggi ancora

In ricordo del sor Aldo

LIVORNO.  Forse perché invecchiando il presente richiama sempre di più il passato. O forse perché gli amici veri rimangono legami importanti anche se non ci sono più.  È così che ogni 15 settembre mi...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio