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TURISMO ALL’ARIA APERTA

Camper, è la sosta in campagna la nuova frontiera che fa bene a tutti

Paolo Bacci: opportunità utile anche per le aziende agricole

PISA. In un sondaggio che ha coinvolto 370 camperisti emerge che il 45,7% ha scelto i campeggi, il 40,5% la sosta libera, il 12,7% le aree di sosta camper e solo l’1,1% ha dormito in aziende agricole. A renderlo noto è Caravanbacci, che si presenta come «uno dei principali operatori italiani nel settore camper»: sede operativa a Crespina Lorenzana (Pisa), sottolinea di avere alle spalle un esperienza di oltre mezzo secolo (è stata fondata nel ’74) e «numerosi progetti di sensibilizzazione e collaborazione con realtà come il Consorzio del Chianti Classico e Terre di Pisa».

Dai risultati del sondaggio si parte all’indomani della chiusura della stagione estiva, non solo per tracciare «un bilancio positivo del turismo in camper» ma soprattutto per rilanciare «il tema dell’agricampeggio e della sosta agricola come nuova frontiera dell’ospitalità rurale ed enogastronomica».

Paolo Bacci, titolare di Caravanbacci, parte da quell’1,1% per dire che «c’è uno spazio enorme da cogliere: oggi il pubblico è pronto, serve soltanto che le aziende agricole raccolgano questa opportunità». Da aggiungere: «Oltretutto molti camperisti, soprattutto in bassa stagione, – afferma – cercano luoghi per trascorrere i fine settimana fuori porta: per coppie e famiglie con bambini l’esperienza di una sosta in azienda agricola è un valore aggiunto unico».

«Questa estate – ribadisce Bacci – abbiamo avuto la conferma di quanto il turismo itinerante sia in crescita. Le persone cercano libertà, contatto con la natura, esperienze sostenibili. La Toscana è stata la prima regione italiana a dotarsi di una normativa chiara che consente agricampeggio, agri-sosta e sosta gratuita fino a 24 ore: un quadro che apre alle aziende agricole la possibilità di diventare protagoniste di un turismo nuovo, autentico ed enogastronomico».

Un camper mentre attraversa la campagna toscana

Il titolare dell’impresa del settore camperistico mette l’accento su un aspetto quando si parla di “glamping” sostando in camper in campagna: «Il vero lusso non è la tenda di design con il bagno privato, ma la possibilità di aprire la porta del tuo camper e trovarsi dentro una vigna, un oliveto, un paesaggio autentico». Poi rincara: «È un “glamping” diverso, accessibile: arricchisce il viaggiatore e allo stesso tempo sostiene le aziende agricole con il massimo della sostenibilità, visto che non occorre nessun manufatto».

A giudizio di Caravanbacci, i vantaggi sono chiari, e li elenca così:

  • minimi investimenti strutturali,
  • possibilità di valorizzare i prodotti attraverso degustazioni e vendita diretta,
  • turismo lento e rispettoso che «non sostituisce l’agriturismo ma lo completa, creando un asse fondamentale con il turismo enogastronomico».

«Chi viaggia in camper porta ricchezza diretta sul territorio: da più studi europei emerge che la spesa media pro capite del turista in camper è di circa 100 euro al giorno», mette in rilievo Bacci rimarcando che il protagonista di questo tipo di turismo «acquista vino, olio, prodotti tipici, partecipa a esperienze e si lega alle comunità locali». Lo ripete spiegndo che questo modello «funziona già in Francia da moltissimi anni con “France Passion”, ora abbiamo la possibilità di replicarlo in Italia, partendo proprio dalla Toscana, in un momento storico in cui la valorizzazione delle filiere agricole ed enogastronomiche è ancora più strategica, anche alla luce dei nuovi dazi e delle sfide globali».

Per questo motivo Bacci manda un messaggio alle aziende agricole che suona come un invito: «Apritevi a questa opportunità. Non servono grandi investimenti, bastano pochi accorgimenti per diventare parte di una rete che può portare nuove entrate e farvi conoscere da un pubblico italiano e straniero sempre più numeroso. La sosta dei camper in azienda agricola non è una moda passeggera, ma una risorsa concreta per il futuro delle campagne toscane e italiane».

 

Pubblicato il
30 Agosto 2025

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