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IL DOSSIER SARDO

La nautica muove affari per oltre 8 miliardi, Liguria e Sardegna staccano tutti

La Toscana è sesta fra le regioni: 10mila posti barca e un giro da 788 milioni

OLBIA. La nautica da diporto vale in Italia un giro d’affari di 8,6 miliardi di euro: quanto basta per confermarsi «settore strategico per il Paese e pilastro centrale della blue economy». A mettere in  colonna i numeri e tirar la riga del totale è l’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna, che rappresenta imprese attive tra Olbia e Santa Teresa di Gallura: l’ha fatto sulla base dei report di Confindustria Nautica, Assomarinas e Unioncamere. Con una sottolineatura: «la crescita è sostenuta dalla leadership mondiale dell’Italia nella cantieristica dei superyacht (oltre il 50% degli ordini globali) e dalla crescita dei servizi portuali (più 1,5% nelle vendite di posti barca e più 3,2% per gli ormeggi in transito).

Se poi lo sguardo si allarga fuori dai confini della sola nautica da diporto e arriva a coprire l’intera filiera della blue economy, ecco che dall’edizione numero 13 del Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare datato 2025 emerge come questa fetta dell’economia made in Italy arrivi a cifre-monstre: 216 miliardi di euro.

Anche la dinamica è più vivace del resto del sistema economico: «A valori correnti, la ricchezza prodotta da questa filiera, con le sue 230 mila imprese e con ben 1,1 milioni di occupati, è aumentata del 16% contro un 6,6% del totale dell’economia: due volte e mezzo in più», dice Claudio Denzi, presidente di AssonauticiSardegna.org.

L’associazione imprenditoriale sarda ricorda che non esiste per la nautica da diporto una ripartizione ufficiale del fatturato per regione che sia pubblica e consolidata: AssonauticiSardegna.org ha provato a disegnare una geografia regionale a partire dagli indicatori infrastrutturali (posti barca) e imprenditoriali (numero di “imprese blu”). Per stimare la ripartizione regionale – viene spiegato – ci si è basati in proporzione al numero di posti barca disponibili in ciascuna regione, utilizzati come proxy della capacità di accoglienza nautica e quindi del potenziale giro d’affari territoriale.

Ecco che sul podio della classifica dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna troviamo la Liguria con 16.700 posti barca e 9.100 imprese blu, valore stimato di un miliardo 289,5 milioni di euro: da sola equivale al 15% dell’intera “torta” del settore. Poco più giù ecco la Sardegna con 15.671 posti barca e 9.800 imprese blu, valore stimato complessivo un miliardo 210,1 milioni di euro, cioè il 14,1% del dato nazionale). Ben al di sotto di questa due regioni che rappresentano quasi un terzo della nautica del Bel Paese, il terzo posto sul posto di questa graduatoria spetta al Friuli-Venezia Giulia: 11.313 posti barca e 5.100 imprese blu, valore stimato di 873,6 milioni di euro (10,2% del dato nazionale).

I dati regione per regione sulla base della tabella prodotta dall’associazione degli operatori nautici del Notrdest Sardegna

E la Toscana? È in sesta posizione, alle spalle di due regioni del Mezzogiorno:  Campania e Sicilia. Le cifre degli indicatori della Toscana dicono: 10.208 posti barca e 9.400 imprese, complessivamente il giro d’affari stimato è di 788,2 milioni. Seguono: Puglia, Veneto, Lazio e Calabria a completare la top 10.

«La nautica è certamente un asset strategico del turismo e del made in Italy. In questo ambito la Sardegna e maggiormente l’Arcipelago della Maddalena possono essere un laboratorio d’eccellenza», dice Denzi: «Occorre solo una tutela più rigorosa e una gestione più intelligente. Noi siamo pronti, con investimenti e responsabilità, ma chiediamo stesse regole e stesso rigore per tutti».

Relativamente alla Sardegna, si è detto del ruolo da protagonista che la vede al secondo posto dietro la Liguria: nella nautica da diporto del Paese affari per 1,21 miliardi di euro nel 2025, cioè quasi un euro ogni sette a livello nazionale.

L’analisi dell’associazione mette l’accento sul fatto che «proprio nel Nord Est della Sardegna si concentra quasi la metà (43%) dei porti isolani e il 66% dei posti per maxi e giga-yacht, con oltre 1.600 imprese tra cantieristica, charter, refit e servizi collegati: un tessuto che rappresenta una parte vitale dell’economia locale».

Claudio Denzi, presidente di AssonauticiSardegna

«La nautica è un asset strategico del turismo e del made in Italy – sottolinea Claudio Denzi, presidente di AssonauticiSardegna.org – e la Sardegna, con l’Arcipelago della Maddalena, può diventare un laboratorio d’eccellenza. Occorre solo una tutela più rigorosa e una gestione più intelligente. Noi siamo pronti, con investimenti e responsabilità, ma chiediamo stesse regole e stesso rigore per tutti».

Pubblicato il
15 Settembre 2025

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