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INFRASTRUTTURE

Pronto il primo dei mega-cassoni per la nuova diga di Genova

Sopralluogo di Rixi, Bucci e Paroli: già posate oltre 2 milioni di tonnellate di ghiaia

I lavori del primo cassone per la nuova diga di Genova

GENOVA. Il cassone formato kolossal – che, in tandem con quelli di dimensioni “normali”, comporrà la nuova diga di Genova – ha una lunghezza di 67 metri e una larghezza di 30 con una altezza di 33: qualcosa che ha le dimensioni di un condominio di dieci-undici piani per 50-60 appartamenti, tanto per avere un’idea. Li stanno realizzando a Vado Ligure. Lì sono andati a effettuare il sopralluogo il viceministro Edoardo Rixi, il commissario straordinario Marco Bucci con i subcommissari Carlo De Simone e Ugo Ballerini, oltre al presidente dell’Authority genovese Matteo Paroli.

La nuova diga foranea di Genova nella sua configurazione finale – tiene a mettere in risalto l’Autorità di Sistema – si estenderà «per 6,2 chilometri: sarà il nuovo volto del porto di Genova, capace di accogliere navi di nuova generazione lunghe fino a 400 metri e di proteggere la città dalle mareggiate». Insieme al Progetto Unico Terzo Valico di Giovi–Nodo di Genova (realizzato anche questo da Webuild) andrà a «rafforzare il ruolo della città di Genova nel corridoio Reno-Alpi della rete transeuropea Ten-T, ridisegnando le rotte del commercio europeo e nel Mediterraneo».

In precedenza avevano visto una parte della nuova diga foranea – in via di realizzazione da parte dal consorzio PerGenova Breakwater guidato da Webuild – emergere nel mare davanti a Genova e avevano assistito alle operazioni per realizzare le colonne di ghiaia coordinate dalla Boa Barge 34. Dopo la visita al cantiere di Vado il gruppo guidato da Rixi ha avuto un incontro con una rappresentanza degli operai impegnati nella costruzione della diga foranea.

Secondo quanto rende noto l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, «il primo dei cassoni di grandi dimensioni prodotto dalla maxi-chiatta “Tronds Barge 33”, lunga 110 metri e larga 45 metri, sarà ultimato a metà della prossima settimana per iniziare il suo viaggio verso il porto di Genova dove il 16 ottobre verrà posizionato lungo la dorsale della nuova diga foranea, salvo condizioni meteomarine avverse».

Cos’è la Tronds Barge 33? Lo definiscono «un vero e proprio impianto galleggiante, allestito con 7 gru e un sistema di betonaggio in loco». Questo consente di aumentare in modo significativo la produttività del cantiere: offre anche «la possibilità di immergersi fino a 20 metri di profondità» così da facilitare il varo e la movimentazione dei cassoni prefabbricati di grandi dimensioni.

I lavori

Al termine del sopralluogo, da Palazzo San Giorgio, sede dell’istituzione portuale genovese, è stato sottolineato che «parallelamente avanzano anche le attività di bonifica e consolidamento dei fondali, dove sono state già posate oltre 2,2 milioni di tonnellate di ghiaia e realizzate quasi 45mila colonne sommerse, pari a più di 520mila metri lineari, ben oltre la metà della lunghezza totale prevista dal progetto».

Queste le parole del viceministro Edoardo Rixi: «Esprimo grande soddisfazione per l’avanzamento dei lavori della nuova diga foranea di Genova, una delle opere marittime più strategiche e imponenti a livello europeo. Voglio rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le maestranze, ai tecnici, agli ingegneri e a ogni lavoratore che ogni giorno, con professionalità e dedizione, contribuisce a rendere possibile questo progetto». E aggiunge: «Senza il loro impegno quotidiano non potremmo trasformare in realtà una sfida di tale portata. La nuova diga rappresenta non solo un’opera di ingegneria straordinaria, ma anche un simbolo di crescita, sicurezza e sviluppo per Genova e per tutto il sistema portuale nazionale».

Così Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Occidentale: «Abbiamo dimostrato in modo concreto che la costruzione della più imponente opera di difesa mai realizzata per la portualità nazionale è una realtà tangibile: un cantiere perfettamente sincronizzato che procede senza interferire con l’attività del terminal container, motore di lavoro e ricchezza, così come lo sarà la nuova infrastruttura una volta completata». Per Paroli c’è uno «straordinario lavoro di squadra: grandi opere e grandi traguardi si raggiungono solo grazie alla sinergia tra istituzioni, imprese, imprenditori e lavoratori. La progressione dell’opera conferma il rispetto del cronoprogramma e mostra come due porti appartenenti a un unico sistema possano collaborare e sostenersi reciprocamente nello sviluppo. Questo è il futuro della portualità: non più competizione tra scali, ma sistemi portuali integrati che valorizzano i rispettivi punti di forza. Da Genova e Savona parte un messaggio che deve estendersi a tutto il sistema portuale nazionale: crescere insieme significa costruire valore per il Paese».

La dichiarazione di Marco Bucci, presidente della Regione Liguria e commissario della Ricostruzione  di Genova, parte dal ringraziamento di «tutti quelli che lavorano qui ogni giorno, spesso anche anche la notte»: «È un’opera fondamentale non solo per Genova e per la Liguria, ma per tutto il Nord Italia e per l’Europa del Sud: con questa diga il nostro porto diventerà la “porta” d’ingresso delle merci da sud verso l’Europa». Bucci, guardando la parte di diga già realizzata e immaginando quella ancora da completare, rincara: «È chiaro che la strada che rimane è lunga, ma sono fiducioso. I problemi tecnici si stanno risolvendo brillantemente. E quando vedo che i problemi si affrontano con questo spirito, capisco che l’obiettivo è più vicino».

Pubblicato il
6 Ottobre 2025

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