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IL CASO PIERBURG

L’azienda scrive ai dipendenti: loda il settore militare e dimentica quello civile

Dopo le indiscrezioni sulla vendita dello stabilimento. Fiom: mobilitazione permanente

Ingresso stabilimento Pierburg Rheinmetall in via Salvatore Orlando

LIVORNO. La lettera, l’amministratore delegato di Rheinmetall, Armin Papperger, l’ha inviata ai dipendenti del gruppo: ma «celebra esclusivamente il settore difesa, evidenziando il valore delle azioni aumentato di oltre il 2.000% e gli investimenti in armamenti e sistemi militari». Punto e basta: ignorando cioè completamente i lavoratori e i settori civili/automobili («tra cui lo stabilimento di Livorno con 245 dipendenti»). A segnalarlo è il sindacato metalmeccanici Fiom Cgil, dicendo che i lavoratori dello  stabilimento livornese Pierburg non l’hanno presa benissimo. Anzi, ne hanno ricavato una preoccupazione in più dopo tutto il tam tam delle indiscrezioni sul fatto che il gruppo voglia vendere alla svelta. Per questo gli addetti di Pierburg Livorno sono «già in stato di mobilitazione permanente».

A Massimo Braccini, leader della Fiom Cgil livornese, la cosa non è andata giù: «Riteniamo questa comunicazione inopportuna e parziale, perché dà risalto ai profitti finanziari e militari, ma non riconosce il contributo e la sicurezza occupazionale dei lavoratori civili, che fino a oggi hanno garantito profittabilità all’azienda».

La Fiom – viene ricordato – ha già intrapreso «tutte le iniziative sindacali necessarie: ordini del giorno, richieste di incontri e verifiche puntuali». Compresa la richiesta all’azienda di «un documento scritto con le motivazioni del passaggio societario, il piano industriale dettagliato con impegni verificabili, la garanzia vincolante di tutti i contratti in essere e degli investimenti futuri, nonché l’applicazione delle norme italiane ed europee anti-delocalizzazione».

A giudizio di Braccini, Rheinmetall deve «assumersi la responsabilità sociale e industriale di qualsiasi eventuale uscita dal settore civile, garantendo percorsi di transizione e continuità produttiva». Lo dice ripetendo che «non è responsabilità dei lavoratori garantire i profitti dell’azienda». Aggiungendo poi: «Vigileremo affinché qualsiasi operazione societaria tuteli i posti di lavoro e lo sviluppo industriale dello stabilimento di Livorno».

La Fiom sottolinea che da parte delle organizzazioni sindacali nazionali è già stato richiesto un incontro al ministero delle imprese e del made in Italy. Obiettivo: discutere le strategie future e ottenere garanzie concrete per i lavoratori dello stabilimento di Livorno. «La mobilitazione permanente – vieene sottolineato dal sindacato – continuerà fino a che non saranno chiarite le intenzioni dell’azienda e garantita la sicurezza dei posti di lavoro».

Pubblicato il
5 Novembre 2025

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