Per il porto di Ravenna è l’anno dei record: vola l’agroalimentare
In crescita anche i container, giù i camion spediti via nave
RAVENNA. È stata una annata da record per il porto di Ravenna: per la prima volta la movimentazione di merce sulle banchine ha oltrepassato la soglia dei 28 milioni di tonnellate. Cioè 708mila tonnellate in più del precedente primato risalente al 2022 e con una crescita di dieci punti percentuali in raffronto all’anno precedente. In particolare, si è registrata una impennata negli ultimi due mesi dell’anno: 2,55 milioni di tonnellate in novembre (più 17,1% rispetto a dodici mesi prima) e 2,63 milioni di tonnellate in dicembre (più 22,1% a confronto con l’analogo dato del 2024).
A snocciolare i dati è l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, quartier generale a Ravenna, guidata dal presidente Francesco Benevolo. Le percentuali in aumento sono trainati dall’ “effetto locomotiva” dell’agroalimentare: più 18,8% i traffici relativi ai prodotti agroalimentari liquidi, più 12,2% quelli solidi. Da aggiungere il brillante exploit del segmento petrolchimico: più 49,1% i prodotti chimici solidi (ma non quelli liquidi, in caldo di quasi 24 punti), più 48,1% i prodotti petroliferi, senza contare gli oltre quattro punti dei concimi. Riguardo a un altro filone tradizionale com’è il materiale da costruzione, vale la pena di segnalare che il dato annuale è positivo per oltre quattro punti percentuali ma con una brusca inversione di tendenza nell’ultimo mese dell’anno (a un passo dal meno 40%).
Nell’arco dei dodici mesi del 2025 segnali positivi sono arrivati dai container: oltre 212mila teu, oltre cinque punti in più sia in termini di teu sia in materia di tonnellate. Non così invece le “autostrade del mare”: i camion e i semirimorchi spediti via mare non hanno raggiunti quota 70mila (meno 1,1%). Ma misurata in tonnellate questa tipologia di traffico (ro-ro) è scesa del 4,5% rispetto a quella movimentata nel 2024. Invece nello scorso mese di dicembre l’andamento è risultato esattamente opposto: giù i container (meno 5,4% le tonnellate di merce containerizzata e meno 6,2% il numero dei teu), in significativo recupero i camion imbarcati sui traghetti (più 11,4% le tonnellate di merce, quasi identica la crescita del numero di mezzi).
Capitolo crociere. I vacanzieri transitati dalle banchine ravennati sono stati 248mila, 205mila dei quali come porto capolinea: il caldo di quasi nove punti percentuali non desta meraviglia, lo dice la stessa Authority, visto che «i lavori di costruzione della nuova stazione marittima hanno provocato limiti strutturali all’attracco delle navi.

Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna
Queste le parole di Francesco Benevolo, Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna: «È un risultato straordinario, frutto dell’impegno profuso in questi mesi ed anni da tutta la comunità portuale, le istituzioni locali, le persone che lavorano in Autorità Portuale ed i presidenti che mi hanno preceduto. Le statistiche confermano il porto di Ravenna come vero e proprio polo portuale “multipurpose” in grado di movimentare tutte le tipologie di merci, ma soprattutto consolidano il nostro ruolo di porto di riferimento nazionale nei settori delle rinfuse secche e nelle merci varie». Aggiungendo poi: «Da quest’anno beneficiamo anche del nuovo traffico del gas liquefatto che genera significative ricadute economiche ed occupazionali nel porto e può prefigurare un futuro ruolo nazionale per Ravenna anche nel settore delle rinfuse liquide». A giudizio di Benevolo, il porto di Ravenna si conferma come «nodo logistico strategico per il sistema produttivo del Paese e, grazie alla forte coesione con la comunità e le istituzioni locali, nonché agli ulteriori investimenti pubblici e privati che ci auguriamo vengano presto attivati sul territorio, potrà affrontare con efficienza e competitività gli auspicabili traguardi attesi per il nuovo anno 2026».











