Msc campionissimo fra le flotte: come Arsenal, Barcellona, Lakers e Sinner messi insieme

La Msc Irina da 24mila teu
Non è più solo una questione di leadership, ma di un vero e proprio solco strutturale quello che la Msc (Mediterranean Shipping Company) ha scavato tra sé e il resto del mercato del trasporto marittimo mondiale. I dati di chiusura del 2025 consolidano una tendenza iniziata quattro anni fa: mentre i principali competitor ricalibrano le strategie o rallentano la corsa, il gruppo della famiglia Aponte accelera, trasformando la propria flotta in una “corazzata” senza precedenti.
Il 2025 si chiude con una cifra che impressiona gli analisti: 831.400 teu in più. Da sola, Msc ha generato il 39% dell’incremento totale di capacità delle prime 12 compagnie mondiali. Con una crescita annua del 11,7%, il vettore italo-svizzero non si è limitato a seguire il mercato, ma lo ha trainato, staccando nettamente la media del settore.
Il segreto del vantaggio strutturale di Msc risiede in una strategia duale che non lascia spazio ai concorrenti. Da un lato, la crescita organica: nel solo 2025 sono entrate in flotta ben 54 nuove navi, portando in dote 695.185 teu. Si tratta di unità di ultima generazione, progettate per massimizzare l’efficienza energetica e abbattere i costi per container. Dall’altro, la compagnia ha continuato a muoversi con agilità sul mercato dell’usato. Le acquisizioni opportunistiche hanno permesso di integrare capacità immediata, rispondendo prontamente alle fluttuazioni della domanda globale laddove altri vettori, frenati da dinamiche più eterogenee o incertezze finanziarie, hanno preferito la cautela.
Mentre Msc galoppa, il resto del panorama marittimo mostra segnali di stanchezza o riposizionamento. I principali inseguitori appaiono oggi impegnati a gestire l’integrazione di nuove tecnologie “green” o a ottimizzare le rotte esistenti, subendo un rallentamento relativo. La flotta di Msc è ormai una macchina da “guerra” logistica che, grazie alle economie di scala raggiunte, può permettersi una flessibilità operativa preclusa agli operatori più piccoli o meno diversificati.
La domanda che circola oggi nei porti di tutto il mondo, da Shanghai a Rotterdam, non è più chi supererà Msc, ma quanto diventerà profondo il divario prima che il mercato trovi un nuovo equilibrio.
Il consolidamento della leadership di Msc nel 2025 non è solo un gioco di cifre nei bilanci di Ginevra, ma potrebbe avere anche riflessi tangibili sulle banchine del porto di Livorno, nel senso di mettere pressione positiva sulla Darsena Europa.
Angelo Roma
(Angelo Roma, consulente marittimo, è stato fino a poco tempo fa vicepresidente di Interporto Toscano di Guasticce, nel curriculum anche il periodo alla guida di Toremar e, in anni più lontani, il ruolo di port captain di Zim, la compagnia di navigazione israeliana)











