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IL CASO

Project cargo con le gru che operano in tandem su pezzi anche di 88 tonnellate

Livorno, il Terminal Lorenzini al lavoro per lo sbarco di 5 componenti giganti

Project cargo Lorenzini Terminal

LIVORNO. Siamo così abituati ai trasporti marittimi “industrializzati” e resi standard dal container o dal trailer destinati ai ro-ro che quasi sembra non possa essere trasferito nient’altro via mare. Non è così: anche perché la crescente complessità tecnica di giganteschi impianti da recapitare all’altro angolo del mappamondo suggerisce che da qualche banchina queste giga-attrezzature devono pur partire. Li chiamano “project cargo” e sono carichi per i quali il trasporto bisogna arrangiarsi a inventarselo passo dopo passo magari per mille chilometri o forse diecimila, poi a rischiare di fregarti è, chissà, l’altezza del trentesimo viadotto o il raggio di curva del penultimo svincolo oppure l’uscita dal varco portuale. Le soluzioni, insomma, devono essere “sartoriali”: cucite su misura, ma per ingombri e pesi decisamente kolossal.

È accaduto al Terminal Lorenzini & C. che ha portato a termine con successo una complessa operazione di sbarco dedicata al settore dell’industria pesante: al centro dell’intervento, cinque imponenti strutture cilindriche il cui sbarco ha richiesto una forte specializzazione logistica e tecnica. La soluzione? Il “tandem lift”: «Per far fronte alle dimensioni fuori standard dei carichi, alcuni dei quali superano i 36 metri di lunghezza – viene spiegato dal quartier generale dell’azienda – le maestranze del terminal hanno adottato la tecnica del sollevamento sincronizzato». In pratica, stiamo parlando dell’utilizzo in contemporanea di due gru (tandem lift, appunto): è stato così possibile movimentare in sicurezza pezzi che raggiungono quasi le 88 tonnellate. Per farlo, i manovratori in servizio hanno dovuto calibrare tutto al millimetro.

I componenti – viene segnalato – sono giunti nello scalo labronico dopo essere stati imbarcati nei porti di Taranto e Ortona. Ecco le specifiche tecniche dei cinque “giganti” movimentati:

  • Il primo: lunghezza 36,5 metri, peso 31,6 tonnellate
  • Il secondo: lunghezza 7,8 metri, peso 26,9 tonnellate
  • Il terzo: lunghezza 25,7 metri, peso 76,6 tonnellate
  • Il quarto: lunghezza 17,6 metri, peso 73,5 tonnellate
  • Il quinto: lunghezza 29,8 metri, peso 87,8 tonnellate

Il terminalista mette l’accento sul fatto che la riuscita dell’operazione è «il risultato di una solida sinergia tra i partner coinvolti: lo spedizioniere locale Seatransport (per conto di Nippon Express Italia) e l’agenzia Sauro Spadoni (con l’ingegner Giovanni Spadoni nel ruolo di agente marittimo).

Così il commento di Daniele Grifoni (Terminal Lorenzini & C.): «Il successo di questa manovra premia la bravura dei nostri manovratori e dà risalto alla capacità dei soggetti locali di collaborare e gestire flussi logistici complessi per conto di grandi player internazionali. Si conferma ancora una volta la centralità strategica del nostro terminal per il porto di Livorno e per tutto il suo retroporto».

Pubblicato il
30 Gennaio 2026

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