L’ ateneo pisano sbarca a Carrara con una laurea in ingegneria digitale
In sede locale la difficoltà di reperire ingegneri dell'informazione ha toccato il 76%

Villa Fabbricotti a Carrara il luogo prescelto per i corsi universitari
CARRARA. Adesso la firma c’è. È l’approdo del percorso istituzionale della convenzione che porterà a Massa Carrara il nuovo corso dell’Università di Pisa (e primo per il territorio apuano): laurea triennale in ingegneria delle tecnologie digitali (digital technologies engineering).
Secondo quanto reso noto, l’iniziativa si fonda su un piano economico quinquennale che prevede «un investimento complessivo di 2 milioni di euro a sostegno della didattica e della ricerca». Ecco chi tirerà fuori i quattrini mediante contributi annuali per tutta la durata della convenzione:
- la Fondazione Marmo contribuirà con 100mila euro l’anno,
- il Comune di Massa e quello di Carrara parteciperanno ciascuno con una quota di 75.000 euro annui;
- la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest erogherà 50mila euro annui,
- la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara idem,
- l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale anch’essa 50mila euro.
A ciò si aggiunga il fatto che il Comune di Carrara ha messo a disposizione una sede di prestigio per le attività didattiche: la storica Villa Fabbricotti all’interno del Parco della Padula. L’ha fatto prendendosi in carico «anche le spese di adeguamento, manutenzione e gestione degli spazi» (e confermando «la disponibilità di ulteriori spazi e sedi complementari» che potranno essere progressivamente messi a disposizione per lo svolgimento delle attività formative e di supporto).
Presentando il senso dell’accordo è stato messo in risalto che la decisione di puntare su un corso in digital technologies engineering nasce da un’analisi puntuale dei fabbisogni relativi alla sola provincia di Massa Carrara: derivano dai dati del “Sistema informativo Excelsior” e sono analizzati dal suo Istituto di Studi e Ricerche. Proprio guardando alla tendenza della domanda di laureati in ingegneria dal 2021 al 2025, – ecco la sottolineatura – emerge «una richiesta da parte delle imprese locali che oscilla tra i 250 e i 300 nuovi laureati l’anno (considerando gli indirizzi industriale, civile, elettronico e altri indirizzi ingegneristici)».
Ma quel che preoccupa di più è il divario tra domanda e offerta: per il 2025, nella provincia di Massa-Carrara, la difficoltà di reperimento per i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione è «balzata al 76%», viene sostenuto guardando ai datio di Excelsior: sono di fatto introvabili tre candidati su quattro. Le cose vanno un po’ meglio per l’indirizzo industriale ma, anche in questo caso, più della metà delle figure professionali risultano scarsamente reperibili.
Il corso risponde a «un identikit preciso tracciato dalle aziende apuane, che operano prevalentemente nei settori della metalmeccanica, della portualità, della nautica e del lapideo», è stato messo in evidenza: per i laureati in ingegneria richiesti nella provincia nel 2025 occorrono «il possesso di competenze digitali avanzate e la capacità di utilizzare tecnologie 4.0 per l’innovazione dei processi»; analoga richiesta vale «nel 100% dei casi per gli indirizzi elettronici e industriali».
Ma «la tecnica non è tutto», è stato detto presentando il nuovo corso: il tessuto imprenditoriale locale va in cerca di professionisti completi. Ai futuri ingegneri è richiesta «quasi nella totalità dei casi» la capacità di lavorare in gruppo (requisito presente nel 99% delle entrate previste per ingegneri industriali nel 2025) e spiccate doti di problem solving, confermando la necessità di formare in loco talenti capaci di unire “hard skills” digitali e abilità trasversali.
Queste le parole del presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini, sottolineando il ruolo strategico dell’ente camerale in questa operazione: «È stato un lavoro paziente e minuzioso, una vera e propria opera di “cucitura” che la Camera ha condotto per tenere insieme le esigenze delle imprese, la disponibilità delle istituzioni locali e l’eccellenza accademica dell’Università di Pisa. Non abbiamo guardato al bisogno di un singolo momento, ma abbiamo analizzato i trend di medio periodo che ci dicono inequivocabilmente come la carenza di figure tecniche sia ormai un freno strutturale alla crescita del territorio. Ringrazio tutti i partner, i “volenterosi” che hanno accettato questa sfida mettendo sul piatto risorse ingenti per il futuro dei nostri giovani e delle nostre aziende».
Ecco la dichiarazione del rettore dell’Università di Pisa, prof. Riccardo Zucchi: «La convenzione permetterà di rafforzare ulteriormente i rapporti con un territorio, quello della provincia di Massa-Carrara, nei tre ambiti della ricerca, della didattica e della terza missione, che è strategico per il nostro ateneo: intendiamo essere sempre più un punto di riferimento per l’area vasta della Toscana Nord-Ovest. Ringrazio tutte le rappresentanze delle istituzioni, delle associazioni, delle organizzazioni e delle imprese che ci hanno accolto e che hanno sostenuto questa presenza dell’Università di Pisa sul territorio di Massa-Carrara».
Così il commento del prof. Marco Macchia, delegato del rettore per i rapporti con il territorio: «Proprio nell’ottica di un’università di area vasta, il territorio della provincia di Massa-Carrara risulta strategico: il nostro ateneo accoglie oltre 3mila studenti e studentesse provenienti dalla provincia di Massa-Carrara e oltre 2mila dalla provincia di La Spezia. A partire da settembre 2023, insieme al presidente della Camera di Commercio Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini, abbiamo promosso un’interlocuzione con diversi attori istituzionali e del mondo produttivo di questo territorio: ne è emerso un forte interesse per lo sviluppo sul territorio di una laurea triennale orientata alle tecnologie digitali». E da lì è decollato il percorso.
Parla anche l’ingegner Sergio Saponara, direttore del Dipartimento di ingegneria dell’informazione: «Questo itinerario ha condotto alla definizione della proposta del corso di laurea in digital technologies engineering, finalizzato a rispondere alle esigenze del mercato del lavoro e a sostenere la digitalizzazione della società e dei principali settori produttivi del territorio». Saponara indica le tecnologie chiave quali “artificial intelligence”, “Internet of Things”, robotica, “additive and advanced manufacturing” e realtà aumentata.
La sindaca di Carrara, Serena Arrighi, mette l’accento sull’orgoglio di veder sbarcare a Carrara un corso di laurea dell’Università di Pisa. Si tratta di una grande opportunità non solo per la nostra città, ma per tutta la provincia, frutto di un grande e intenso lavoro che ha visto il territorio lavorare in maniera coesa e coordinata con l’obiettivo di portare qui un corso di alto livello e con esso tante opportunità per i nostri giovani, quanto per tutto il tessuto economico e sociale». E qui Arrighi apre a una sfilza di ringraziamenti ai vari soggetti che hanno collaborato per rendere reale questa novità, aggiungendo che «l’arrivo dell’Università di Pisa nel centro storico è per noi un passo concreto nella direzione di una complessiva rigenerazione urbana che non può che prescindere dal decoro e dal recupero degli spazi, ma anche dall’andare a costruire nuove relazioni e nuove occasioni di crescita e di confronto».
La dichiarazione del sindaco di Massa Francesco Persiani è questa: «È un risultato storico per l’intera provincia di Massa-Carrara ed è il frutto di un lavoro congiunto che, fin dall’inizio, ha visto il Comune di Massa impegnato in modo convinto e sostanziale. Non si tratta di una semplice partecipazione economica, ma di una scelta politica e istituzionale chiara: credere in un progetto di area vasta, capace di rispondere ai bisogni di un territorio che aveva urgente necessità di rafforzare la propria offerta formativa universitaria». Da sottolineare che, secondo Persiani, «pur essendo stata individuata a Carrara la sede delle attività didattiche, questo corso è a tutti gli effetti anche di Massa e dell’intera provincia. Senza la collaborazione tra le amministrazioni coinvolte e senza una visione condivisa, questo risultato non sarebbe stato possibile. È la dimostrazione concreta che lavorare insieme, superando i confini comunali, significa creare opportunità reali per i nostri giovani e nuove prospettive di sviluppo per il sistema produttivo locale».
La parola al presidente dell’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano: «Si tratta di un grande risultato per il territorio e una importante opportunità formativa per i giovani interessati a cogliere le opportunità offerte dal settore portuale, della logistica e della nautica. Lo sviluppo del lavoro portuale sta vivendo una profonda trasformazione, profondamente influenzato com’è dalla digitalizzazione e dall’automazione: non solo è l’adozione di nuove tecnologie, richiede una ristrutturazione dei processi operativi, logistici e doganali per aumentare l’efficienza e la sicurezza. La digitalizzazione ha trasformato le mansioni tradizionali e quindi diventa sempre più strategica la formazione dei giovani in ambito tecnologico avanzato».
Da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara si mette l’accento sul fatto che «ai giovani, anche a quelli in condizioni socio-economiche più complicate, si offre la possibilità di trovare “a casa” un’opportunità universitaria e in particolare per il programma del corso di Ingegneria una formazione in linea con le necessità attuali e future che il mercato del lavoro richiede». Da aggiungere che le imprese «potranno veder crescere “in casa” le professionalità a cui ricorrere per affrontare le sfide tecnologiche, gestionali e di mercato». Per la Fondazione dell’istituto locale, questo progetto presenta «tutte le caratteristiche che corrispondono alla propria mission istituzionale».
La Fondazione Marmo riconosce nella formazione avanzata e nell’innovazione tecnologica «una leva fondamentale per lo sviluppo economico, culturale e sociale del territorio». Non solo: «La collaborazione con l’Università di Pisa garantisce un alto livello scientifico e formativo, mentre la robotica rappresenta oggi una competenza chiave non solo per il settore lapideo, ma anche per ambiti strategici come la meccanica avanzata, il settore nautico, l’automazione industriale, la logistica e la sanità».











