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FRA RICERCA E INDUSTRIA

“Deep tech”, Maria Cristina Messa raccoglie l’eredità del fondatore Luigi Nicolais

L’ex ministra prof alla guida di Materias: più sprint nel lavoro sui materiali avanzati

Maria Cristina Messa presidente Materias

MILANO. Sarà Maria Cristina Messa la nuova presidente di Materias, piccola media impresa innovativa, specializzata nello sviluppo di soluzioni nel campo dei materiali avanzati e del “deep tech”. La società, che  nel 2025 ha registrato un fatturato in crescita del 25% rispetto ai 3,2 milioni di euro del 2024, vede con il nuovo vertice – viene sottolineato dal quartier generale dell’azienda – consolidarsi la propria «missione di “ponte” tra ricerca accademica e industria, volta ad accelerare il trasferimento tecnologico e la nascita di nuove iniziative “deep tech”».

Medico nucleare e professoressa ordinaria di diagnostica per immagini e radioterapia all’Università di Milano‑Bicocca, Maria Cristina Messa ha alle spalle una serie di incarichi di rilievo: rettrice dell’Università di Milano‑Bicocca (dal 2013al 2019), vicepresidente del Cnr (dal 2011 al 2015), ministra dell’università e della ricerca (nel periodo 2021-2022), guidando riforme su dottorati, filiere tecnico‑scientifiche e trasferimento tecnologico. Nel curriculum figurano anche «180 pubblicazioni internazionali con migliaia di citazioni», la guida di «unità di medicina nucleare e centri di bioimmagini molecolari», incarichi di livello europeo all’interno di “Horizon 2020”.

La  nuova presidente prende il posto del fondatore di Materias, Gino (Luigi) Nicolais, scienziato e accademico, che rappresenta una delle figure chiave della scienza dei materiali nel nostro Paese: anchelui è stato ai vertici del Cnr (presidente dal 2012 al 2016) e anche lui ministro (dal 2006 al 2008 al timone del dicastero delle riforme e dell’innovazione). Nicolais, che ha insegnato all’università tecnologia dei polimeri ed è stato autore di centinaia di pubblicazioni, si è spento alcune settimane fa: la sua visione – viene spiegato – ha dato vita a Materias per trovare la strada per «trasformare la ricerca in impresa e creare nel “deep tech” un modello italiano di “venture building”». Cioè: una sorta di “fabbrica delle startup».

«Materias è uno dei modelli più efficaci di trasferimento tecnologico nel nostro Paese», dice Messa: «Porta al mercato la ricerca dei nostri laboratori: trasforma idee in proprietà intellettuale, prodotti e nuove imprese. Lavoreremo per accelerare l’industrializzazione delle tecnologie nei materiali avanzati e nel “deep tech”, valorizzando i talenti e costruendo alleanze solide tra università, centri di ricerca e aziende». Poi rincara: «L’Italia ha tutte le condizioni per essere protagonista in queste filiere strategiche, e Materias può esserne un attore di riferimento».

«La visione di Gino Nicolais ha dato a Materias una missione chiara: far viaggiare la conoscenza verso l’industria»: questa la sottolineatura che arriva da Sergio Dompé, presidente di Dompé Holdings che investe in Materias dal 2019. «Oggi la guida di Maria Cristina Messa – segnala – rafforza la vocazione di trasformare in impresa la scienza d’eccellenza. Coniugare ricerca, proprietà intellettuale e industrializzazione è la chiave per far crescere filiere strategiche per il Paese. Come azionista industriale di lungo periodo continueremo a sostenere questa accelerazione nel deep tech dei materiali avanzati».

È da aggiungere che, secondo quanto reso noto annunciando la nuova guida della società, l’azienda è partecipata da Dompé Holdings per il 47,27% e cresce in un mercato strategico perché «il “deep tech”, basato sull’ innovazione ad alta intensità scientifica (e su proprietà intellettuale), è considerato volano di crescita e sicurezza per l’Europa». A livello globale – viene meso in risalto – il settore dei materiali avanzati come polimeri, compositi e ceramiche, è «stimato nell’ordine dei 70–80 miliardi di dollari nel 2025», con una «crescita annua intorno al 6-6,5%» e prospettive che possono «raddoppiare entro il 2035» in virtù dell’ «evoluzione delle applicazioni in aerospazio, automotive, elettronica, energia e biomedicale».

Contando su un team multidisciplinare e laboratori dedicati al trasferimento tecnologico, Materias individua tecnologie ad alto potenziale, sviluppa “proof of concept” (una sorta di test preliminare), strategie di proprietà intellettuale e linee di business che spaziano dal “licensing” alla creazione di spin‑off, disponendo di un database proprietario con oltre 1.200 tecnologie mappate e vantando più di 120 brevetti generati o co‑sviluppati». A parte le collaborazioni di Materias con università e imprese, a rafforzare il trasferimento tecnologico è il sostegno di azionisti industriali di primo piano, tra cui Dompé Holdings, ma anche Ibsa Farmaceutici Italia, Intesa Sanpaolo, Multiversity (Cvc) e Bonifiche Ferraresi Educational (Bf spa).

Pubblicato il
5 Febbraio 2026

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