I frantoiani Aifo invitano il Parlamento: dite sì all’emendamento che rinvia la norma sulle “sei ore”

Il presidente di Aifo Alberto Amoroso
ROMA. Fra i tanti emendamenti al decreto Milleproroghe di cui dovranno occuparsi le commissioni riunite affari costituzionali e bilancio della Camera, ce n’è uno che sta particolarmente a cuore all’Associazione Italiana Frantoi Oleari (Aifo): riguarda il rinvio al 1° luglio 2027 dell’entrata in vigore di un comma della legge 206/2023 che «introduce l’obbligo, per i commercianti di olive, di consegnare la materia prima ai frantoi entro sei ore dall’acquisto». I frantoiani sottolineano che nell’applicazione concreta questa nuova regola «ha già mostrato rilevanti criticità operative».
Secondo l’associazione, la rigidità del vincolo temporale – viene sottolineato – rischia di «creare effetti distorsivi sul mercato, mettendo in difficoltà i frantoi più lontani dai principali areali di produzione e riducendo, di conseguenza, le possibilità di conferimento per gli olivicoltori». Aifo ricorda di aver già segnalato queste criticità alle istituzioni: l’ha fatto evidenziando come «l’assenza di un confronto tecnico strutturato renda concreto il rischio che la norma entri in vigore senza le necessarie correzioni». Con uno scenario assai problematico: potrebbe tradursi in «un blocco operativo per una parte significativa del comparto, con ricadute economiche lungo tutta la filiera».
L’emendamento 15.54 è a firma del deputato dem Stefano Vaccari e l’organizzazione dei frantoiani rivolge «un appello a tutte le forze politiche affinché esprimano un voto favorevole all’emendamento, ritenendolo una scelta di responsabilità nei confronti dell’intera filiera».
Ribadendo la propria «disponibilità al dialogo con Parlamento e governo» e confermando l’impegno a «contribuire in modo costruttivo alla definizione di regole che garantiscano qualità, trasparenza e sostenibilità economica lungo tutta la filiera olivicolo-olearia», gli operatori Aifo ribadiscono che questo tema si colloca «in una fase particolarmente sensibile: è in via di definizione il “piano olivicolo nazionale” voluto dal sottosegretario Patrizio La Pietra. Per Aifo questo percorso – viene messo in rilievo – dovrebbe rappresentare «la sede naturale in cui affrontare in modo organico anche la revisione della norma sulle tempistiche di movimentazione delle olive, evitando interventi scollegati da una visione complessiva di settore».
Questa la dichiarazione del presidente di Aifo, Alberto Amoroso: «Chiediamo al Parlamento, senza distinzioni politiche, di votare favorevolmente l’emendamento 15.54. Non si tratta di rinviare una norma per inerzia, ma di utilizzare questo tempo per correggerla in modo serio e condiviso. La forza della nostra associazione – aggiunge Amoroso – è sempre stata il confronto: avere più tempo significa poter lavorare su soluzioni equilibrate, evitando di dover rincorrere proroghe all’ultimo minuto. Le norme devono essere applicabili oltre che giuste. Questo voto rappresenta un passaggio importante per dimostrare attenzione concreta verso una filiera strategica del Made in Italy».











