Imprese a guida straniera, in crescita ovunque nella Toscana Nord Ovest
Province di Pisa, Lucca e Massa Carrara: quasi 14mila ditte, quali settori tirano

Sede della Camera di Commercio della Toscana Nord Ovest a Viareggio in via Repaci
VIAREGGIO. Nella Toscana del Nord Ovest – costituita dalle tre province di Pisa, Lucca e Massa Carrara – le imprese guidate da persone di origine straniera si confermano «un motore per l’economia locale, soprattutto nelle aree interne lucchesi e apuane», e fanno da traino in «settori-chiave come le costruzioni e il commercio», oltre a mettere in mostra «una crescente solidità organizzativa». Detto in altri termini: è «sempre più un pilastro fondamentale per la tenuta e lo sviluppo del tessuto economico» di quel grosso spicchio di Toscana. Beninteso, a segnalarlo non è una Ong o la galassia dei centri bensì l’istituzione che rappresenta il mondo dell’imprenditoria: lo dice la Camera di Commercio delle tre citate province – raggruppate sotto l’ombrello di un unico ente con quartier generale a Viareggio – sulla base degli archivi Infocamere-Stockview con dato aggiornati al 31 dicembre scorso.
Il ritmo di crescita delle imprese a guida straniera ha oltrepassato, in tutti e tre i territori, la velocità con cui si è mosso il tessuto imprenditoriale nel suo complesso e si è attestato su «cifre superiori o in linea con la media regionale (più 4,2%) e nazionale (più 4,3%)».
Ma quel che conta di più è l’evoluzione qualitativa di queste attività: la forma individuale resta maggioritaria eppure, al tempo stesso, c’è «un deciso aumento delle società di capitale» che sono cresciute «in media di circa il 10% in tutte le province, segno di una progressiva strutturazione e stabilizzazione economica».
È questo l’identikit che salta fuori dall’analisi effettuata dall’Istituto di Studi e Ricerche (Isr) e dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest fissano lo sguardo sulla dinamica dell’imprenditoria straniera nelle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa nell’arco dei dodici mesi dello scorso anno.
Provincia di Lucca. A fine 2025 si contano 4.795 imprese “straniere”: sono il 12% del totale provinciale e presentano un saldo annuale positivo per 135 unità (crescono del 2,9%). La più alta concentrazione? È nelle costruzioni: 1.390 attività, il 29% dell’insieme delle azienda a guida straniera. Segue il commercio (1.106 imprese). Oltre alla buona performance dei servizi di alloggio e ristorazione (più 5,3%), spicca – viene fatto rilevare – il ruolo cruciale nel manifatturiero legato alla cantieristica nautica: nelle attività di riparazione e manutenzione navale «l’incidenza straniera raggiunge ben il 52,8% del totale settoriale». Significativa anche la presenza nei servizi di cura e manutenzione del paesaggio, dove un’impresa su tre è a guida straniera (33,4%).
Dove sono localizzate? Soprattutto nella Piana di Lucca (2.300), segue la Versilia (1.968), mentre in Media Valle del Serchio si registra l’incidenza più alta sul totale delle imprese locali (14,4%). Tra le provenienze extra-Ue predominano: Marocco (792 imprenditori) e Albania (565), seguiti dalla Romania (486) per l’area comunitaria.
Provincia di Massa-Carrara. Qui il calcolo arriva a 2.680 imprese a guida straniera, che valgono il 13% del totale. La crescita è del 4,6% nell’ultimo anno (saldo positivo di 119 unità). Questo andamento risulta molto significativo – è l’aspetto che viene messo in luce – in un contesto in cui il tessuto imprenditoriale locale complessivo marca una lieve flessione (-0,1%). Oltre al consolidamento delle ditte individuali, si nota «una buona propensione alla strutturazione, con le società di capitale cresciute del 10,4%». Le imprese straniere si concentrano principalmente nel commercio (947) e nelle costruzioni (769), ma va detto che mostrano un notevole dinamismo anche nell’industria legata alla nautica (più 13,7% la costruzione di imbarcazioni) e nei servizi alle imprese (più 14,3%).
Guardando dal punto di vista geografico, la maggioranza assoluta (1.951 unità) si concentra nell’area di Massa-Carrara, mentre in Lunigiana le 729 attività presenti spiccano per una rilevante incidenza del 15% sul tessuto economico locale. A guidare la graduatoria delle nazionalità sono Marocco (512), Romania (313), Senegal (222) e Albania (210).
Provincia di Pisa. Ecco il territorio che, come rileva l’équipe camerale, «si distingue per i numeri assoluti più alti e per la maggiore incidenza: le 5.933 imprese straniere rappresentano infatti il 14,5% del totale provinciale». Con una crescita che nell’ultimo anno «è stata del 4,5%, con un saldo netto di 254 imprese in più». L’incremento ha coinvolto tutti i settori principali: «particolare dinamismo» nelle costruzioni (più 5,7%, per un totale di 1.602 unità) e un solido posizionamento nel commercio (1.951 attività, più 2,4%). L’Industria vede una presenza radicata nei distretti del sistema moda, seppur con andamenti contrastanti tra il lieve aumento della preparazione e concia del cuoio (più 1,7%) e la flessione di abbigliamento e calzature. Molto vitali anche i servizi, in particolare la pulizia generale di edifici (più 15,5%, dove le straniere rappresentano quasi il 32% delle imprese del settore) e l’alloggio (più 11,4%). A livello territoriale, il primato spetta all’Area Pisana (2.729 imprese, con un’incidenza straniera del 16,7%), seguita da Valdera (1.558) e Valdarno Inferiore (1.298). Molto elevata la quota di imprenditori extra-Ue (82,7%), guidati dalle persone originarie di Albania (778), Senegal (615) e Marocco (572).
Queste le parole di Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest. «I dati del 2025 ci restituiscono la fotografia di un’imprenditoria straniera che ha superato la fase fisiologica di primo insediamento per diventare un elemento pienamente strutturale del nostro sistema produttivo. In settori nevralgici come l’edilizia, assistiamo a una dinamica fondamentale: le imprese guidate da cittadini stranieri garantiscono la continuità dell’offerta e assicurano un ricambio vitale a fronte del calo fisiologico delle imprese locali. Questo fenomeno non rappresenta solo un motore di sviluppo vitale per la nostra economia, ma testimonia anche un percorso di integrazione sociale ed economica ormai maturo e indispensabile per i nostri territori».











