Visita il sito web
Tempo per la lettura: 3 minuti
AUTHORITY PALERMO

Il porto di Trapani ammoderna la banchina dei traghetti per Egadi e Pantelleria

Consolidata in vista delle crociere (e stabilizzata sotto il profilo antisismico)

Inaugurazione della banchina dopo i lavori, la seconda da sinistra è la commissaria di Authority di Palermo Annalisa Tardino, Trapani

TRAPANI. Il porto di Trapani ha ora una nuova banchina di levante del molo Sanità: è stata rinnovata grazie ai lavori di consolidamento messi in pista dall’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale. Si tratta dell’infrastruttura che nello scalo trapanese offre attracco ai traghetti diretti alle Egadi e a Pantelleria: ora potrà farlo nuovamente.

A renderlo noto è l’istituzione portuale palermitana guidata dalla commissaria Annalisa Tardino, segnalando che questo intervento – importo complessivo 8 milioni di euro – che «si inserisce nel più ampio programma di adeguamento dei fondali del porto di Trapani, avviato per consentire l’accesso e lo stazionamento di grandi navi, in particolare di unità da crociera».

In virtù di tali operazioni di dragaggio, i fondali ora arrivano quasi a dieci metri di profondità in gran parte dello specchio acqueo interno (e a meno undici metri in avamporto): quanto basta per determinare «una nuova configurazione infrastrutturale dello scalo», com’è stato detto presentando l’esito dei lavori.

Scendendo più nel dettaglio, vale la pena di mettere in evidenza che il consolidamento si è concentrato principalmente sul fronte mare: per un tratto di 158 metri  è stata stabilizzata la banchina anche sotto il profilo antisismico. «È stata realizzata – viene sottolineato dai tecnici dell’Authority palermitana – una struttura continua in acciaio lungo il perimetro più esposto del molo Sanità, sul lato est e sulla testata sud, con funzione di contenimento e rinforzo del molo, così da prevenire movimenti o cedimenti del fronte banchina in presenza di fondali più profondi». Quale è stata la soluzione adottata? «Un sistema combinato di pali in acciaio e palancole, integrato da ancoraggi collegati a elementi interni alla banchina, in grado di contrastare efficacemente le spinte e garantire la stabilità complessiva dell’opera», secondo quanto spiegato dagli ingegneri dell’istituzione portuale.

A parte l’irrobustimento del fronte mare, i lavori – viene messo in risalto – hanno portato alla «stabilizzazione della zona di fondazione della banchina» così da «assicurare una corretta trasmissione dei carichi verso terreni più affidabili e ridurre il rischio di cedimenti nel tempo». Nella fattispecie, è stata dedicata attenzione alla «durabilità delle strutture metalliche, attraverso trattamenti superficiali anticorrosione», spiegano i tecnici («sono necessari in considerazione dell’esposizione continua all’acqua marina e a un’atmosfera particolarmente aggressiva»).

Il progetto ha riguardato anche «il ripristino e l’adeguamento di elementi fondamentali per l’operatività e la sicurezza delle attività portuali»: a cominciare dall’integrazione delle bitte di ormeggio, ma anche l’installazione di scalette di accesso per piccole imbarcazioni, la sostituzione dei parabordi e di altri dispositivi di protezione, oltre a opere accessorie per la piena fruibilità della banchina. A ciò si aggiunga la realizzazione di un impianto per raccogliere e smaltire le acque piovane dai piazzali, con un sistema di convogliamento e scarico per migliorare la pulizia, la conservazione delle superfici e la qualità complessiva degli spazi operativi.

Queste le parole della commissaria straordinaria Annalisa Tardino: «Consegniamo al porto di Trapani un’infrastruttura più sicura, moderna e coerente con la nuova configurazione dei fondali, un passaggio strategico per sostenere la crescita dello scalo e garantire condizioni operative adeguate alle esigenze delle grandi navi, nel pieno rispetto degli standard di sicurezza e durabilità. Riportare i traghetti per le isole alla banchina Sanità offrirà ai nostri passeggeri un servizio più rapido ed efficiente. Continuiamo a investire per rendere il nostro sistema portuale sempre più competitivo e affidabile».

Pubblicato il
9 Marzo 2026

Potrebbe interessarti

Livorno: leviamo i levatoi!

D’accordo, ora che il guaio è successo – ponte levatoio bloccato, porto industriale isolato, tutti improvvisamente a maledire l’assurdo snodo del Calambrone – finalmente La mia non è più vox clamantis in deserto: e...

Leggi ancora

Il dito e la Luna

La guerra all’Iran, una delle tante feroci guerre in corso, ha dunque colpito in pieno il lato debole dell’economia nazionale, i flussi d’energia. Gli analisti di tutto il mondo hanno chiarito – come ha...

Leggi ancora

…Eppur si muove?

Il ponte dei sospiri, sulla foce del Calambrone a Livorno, sembra finalmente nella fase di sospirata riscoperta della sua priorità. Al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani va riconosciuto che nel recentissimo incontro con...

Leggi ancora

Meglio Tardino che mai

Non ci rimane che riderci sopra. A Palermo, dopo più di un anno, le forze politiche hanno smesso di scannarsi tra loro e finalmente hanno concordato sul nome del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema...

Leggi ancora

Ets, masochismo o ignoranza?

Nel recente incontro a Roma sulla pianificazione europea dei trasporti marittimi – riferisce un approfondimento della “Federazione del mare” – il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha evidenziato come la decarbonizzazione sia un obiettivo...

Leggi ancora

Sul ponte dei sospiri

No, non scrivo su quello di Venezia. Ce l’abbiamo anche noi a Livorno il ponte dei sospiri: anzi, quattro ponti dei sospiri, come scrive il direttore riportando l’accordo sottoscritto a Firenze, sul tavolo della...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio