Quanto sono aumentati benzina e diesel dopo le bombe sull’Iran
La mappa di Altroconsumo. «Il governo azzeri l’Iva sui carburanti»
MILANO. Tra il 25 febbraio e il 5 marzo, nell’arco di appena più di una settimana, i prezzi della benzina sono rincarati a Milano del 4,1%, a Roma del 3,9%, a Napoli del 3,3% e a Torino del 3,1%. I prezzi del gasolio sono «aumentati più di quelli della benzina e in modo molto rilevante» cioè di cinque o sei punti percentuali. Parlano le cifre: “È Roma la città con i rialzi maggiori in questo caso (5,9%) mentre a Milano sono del 5,5%, a Napoli del 5,2% e a Torino del 4,9%.
È la fotografia che salta fuori dall’indagine condotta da “Altroconsumo” sugli effetti che l’attacco di Usa e Israele all’Iran: stiamo parlando grossomodo di sette o otto centesimi al litro per la benzina e una decina di centesimi, forse una dozzina, per il diesel. I prezzi considerati, secondo le rilevazioni di Quotidiano Energia, sono «quelli al self service e lungo le reti stradali urbane, meno cari dei prezzi al servito e in autostrada».
Almeno finora che non c’è un coinvolgimento diretto (ma nella serata di mercoledì 11 si è diffusa la notizia che un missile ha colpito la base italiana a Erbil, in Iraq, nella zona del Kurdistan, cioè controllata dai curdi), quel che innesca le preoccupazioni sono le ripercussioni indirette della guerra. I timori «per l’aumento dei prezzi del carburante (oltre che del gas e quindi delle bollette)»: da un lato, c’è il blocco dello stretto di Hormuz (da cui transitavano le navi che trasportano gas e petrolio); dall’altro, c’è «il timore di speculazioni». A tal riguardo, l’organizzazione consumerista segnala che «il Garante per la sorveglianza dei prezzi ha convocato la Commissione di allerta rapida per tenere monitorata la situazione».
Da “Altroconsumo” si mette l’accento sul fatto che non solo «i prezzi stanno salendo rapidamente dopo l’inizio della guerra in Medio Oriente» ma anche che c’è «il rischio è che possano aumentare ulteriormente». Tutto questo lo sappiamo, però che «più che mai in questo momento» l’importante è «agire, azzerando l’Iva sui carburanti per ottenere un risparmio consistente sul pieno, come da tempo chiediamo con la nostra petizione».
Quali i prezzi medi? Ci sono differenze tra le province? A livello nazionale, secondo quanto riferisce “Altroconsumo” il prezzo medio della benzina è pari a 1,729 euro al litro; quello del gasolio è 1,823 euro al litro (dato riferito al 5 marzo, Quotidiano Energia).
Ma questa è «una media nazionale»: invece «nei singoli distributori i prezzi possono essere più alti e, in momenti delicati come questi, potrebbero non mancare episodi di speculazione, che vanno monitorati con attenzione». Viene sottolineato che, guardando oltre la media, nelle varie realtà territoriali sono stati anche osservati prezzi che «sono arrivati anche a 2,29 euro al litro per la benzina e a 2,39 per il gasolio (dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle imprese e del Made in Italy). «Casi isolati», dice l’organizzazione di consumatori: «nel complesso la situazione appare meno estrema, come indicano sia il prezzo medio nazionale sia i dati per provincia».
Sul fronte della benzina, le province con i prezzi più elevati sono risultate: Crotone (prezzo medio: 1,791 euro al litro), seguita da Palermo e Nuoro (rispettivamente 1,768 e 1,769). Le tre province con i prezzi della benzina più economici sono: Teramo (1,701 euro al litro), Asti (1,703) e Cagliari (1,705)
Nel campo del diesel, la provincia più cara è di nuovo Crotone (1,882 euro al litro), seguita dai due capoluoghi del Nord est Bolzano (1,875 euro al litro) e Trieste (1,871). La provincia più economica invece risulta Catania (1,784 euro al litro), seguita Teramo e Siracusa, con un costo medio pari a 1,794 (Teramo è tra le più economiche anche per la benzina).











