Il “pi greco” kolossal visibile dal satellite per celebrare l’importanza dei numeri
Con il tagliaerba robot l’ateneo pisano partecipa alla festa internazionale

Pi Greco con il tagliaerba università di Pisa
PISA. Per una buffa coincidenza del destino è anche la data del compleanno di quel geniaccio di Albert Einstein, nato a Ulma nella Germania danubiana quando c’erano ancora il cancelliere Bismarck e il kaiser Guglielmo. Ma, in virtù della maniera anglosassone di scrivere le date (cioè prima il numero del mese e poi quello del giorno), il 3/14 – cioè il 14 marzo – è diventato anche il giorno in cui si festeggia il “pi greco”. Che appunto è una costante matematica e fin dall’antichità è visto un po’ come il simbolo dei numeri e del modo con cui interagiscono: cioè la matematica.
Fate un esperimento: i numeri sembrano forse complicati e magari può tornarci alla mente quant’era indigesta l’ora di matematica a scuola, ma provate a immaginarvi una esistenza che faccia a meno dei numeri: fra prezzi, orari, velocità, peso, google maps e via dicendo. Il “pi greco” ce lo ricordiamo legato ai calcoli relativi al cerchio: come trovare l’area, come misurare la circonferenza. In realtà, più che semplicemente 3,14 come l0abbiamo memorizzato è qualcosa di più: una sfilza lunghissima di numeri dopo la virgola. Tanto per essere pignoli: 3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 59230 78164 06286 20899 86280 34825 34211 70679 e si potrebbe continuare ancora…
La festa, nata quasi quarant’anni fa a San Francisco per iniziativa di uno scienziato americano (Larry Shaw), ora riguarda mezzo mondo. Ad esempio, in occasione del cosiddetto “Pi Day” in agenda sabato 14, l’Università di Pisa ha deciso di puntare su «un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco simbolo “Pi Greco” tracciato da un robot tagliaerba di ultima generazione». In pratica, un “pi greco” disegnato tagliando l’erba «su un prato di 4 ettari a San Piero a Grado (Pisa)». Gli organizzatori spiegano che, in virtù delle sue dimensioni, la scritta pisana sarà «visibile dall’alto, persino da aereo o satellite». Con un effetto sorprendente: una grande superficie verde – si afferma – si trasforma in «un segno matematico immediatamente riconoscibile, capace di unire rigore scientifico e forza visiva», spiegano dal quartier generale dell’ateneo.
Protagonista dell’iniziativa – viene sottolineato – è un robot impiegato nelle attività di ricerca del Centro Ricerche Tappeti Erbosi Sportivi (Certes): è «programmato per trasformare, in totale autonomia, un’immagine grafica in un percorso di taglio estremamente preciso, guidato dai satelliti, fino a riprodurre il simbolo direttamente sul prato».
È da aggiungere che l’effetto scenografico nasce da differenti altezze di taglio: producono differenti “sfumature di verde” sulla superficie del tappeto erboso. Il prato viene visto – si aggiunge – come «una sorta di grande tela, nella quale paesaggio, ricerca e innovazione tecnologica si intrecciano per dare forma a una celebrazione inedita della scienza».
Queste le parole di Simone Magni, del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’ateneo pisano: «Con questa iniziativa l’Università di Pisa celebra il “Pi Day” in una forma originale e mostriamo una concreta applicazione delle nuove tecnologie per la gestione dei tappeti erbosi. Il prato diventa così uno spazio di ricerca e comunicazione, dove la bellezza della matematica, la robotica e l’innovazione si incontrano».











