Consegne in ritardo per 3 imprese su 4, rincari oltre il 20% nel petrolchimico
L’allarme di Anie Confindustria: costi alle stelle per materie prime e trasporti

Vincenzo de Martino, presidente di Anie Confindustia
MILANO. «Rincari superiori al 20% nella filiera petrolchimica e ritardi nelle consegne per tre aziende su quattro». Sono i contraccolpi della guerra fra Israele-Usa e Iran con le tensioni geopolitiche nel Golfo di Hormuz: gli effetti concreti cominciano a sentirsi «anche sulle filiere tecnologiche italiane». Parola di Anie Confindustria, l’organizzazione dell’industria elettrotecnica e elettronica che vanta 1.100 aziende associate con 480mila addetti, un fatturato aggregato pari a 112 miliardi di euro e 27 miliardi di export.
Le imprese devono vedersela con «rincari, ritardi e difficoltà nella gestione degli approvvigionamenti». Dai primi risultati di una analisi in corso su un campione di oltre 200 aziende associate – viene sottolineato – emergono «criticità diffuse: più della metà delle imprese registra un aumento significativo dei costi di trasporto (57%) e delle materie prime (53%), mentre circa il 74% segnala ritardi nelle consegne».
Le maggiori tensioni riguardano chi? Principalmente la filiera petrolchimica, dove «gli aumenti possono arrivare fino al 30% dei costi complessivi delle lavorazioni». L’Anie segnala che «tra i materiali più colpiti figurano conglomerati bituminosi e asfalti, calcestruzzi, materiali per ripristini provvisori e definitivi, oltre ad altre materie prime e semilavorati legati al ciclo del petrolio». È da aggiungere che in questo contesto si inserisce anche «la dinamica dei prezzi delle termoplastiche, ampiamente utilizzate in ambito infrastrutturale, impiantistico ed elettronico: registrano incrementi superiori al 30%».
Sul fronte della filiera elettronica, dal quartier generale dell’organizzazione di categoria si avverte che «al momento non si registrano criticità rilevanti nella disponibilità di materiali strategici, compreso l’elio». E questo grazie a «canali di approvvigionamento diversificati e alle scorte ancora presenti». Senza dimenticare però che c’è da fare attenzione «all’aumento dei costi logistici e all’allungamento dei tempi di consegna».
Le difficoltà non si limitano ai costi, dice l’Anie: da più parti la galassia delle aziende associate indica «problemi nella continuità delle forniture» e «l’impossibilità di garantire stabilità sia nelle consegne sia nelle condizioni economiche». Inutile dire che tutto questo «rende più complessa la programmazione delle attività e rischia di compromettere l’equilibrio economico dei contratti in essere».
Queste le parole del presidente di Anie Confindustria, Vincenzo de Martino: «Alla luce delle criticità che quotidianamente le imprese ci stanno segnalando, abbiamo avviato un confronto con i committenti per individuare soluzioni che consentano di preservare l’equilibrio contrattuale e garantire la continuità operativa dei cantieri, anche alla luce dei principi previsti dalla normativa vigente per eventi straordinari e imprevedibili». Aggiungendo poi: «Resta tuttavia necessario un intervento a livello governativo per sostenere il settore e fronteggiare le criticità in atto: il solo confronto tra le parti non appare sufficiente a garantire la tenuta dei comparti industriali e la realizzazione delle opere infrastrutturali strategiche per il Paese. Garantire la prosecuzione degli interventi programmati, nel rispetto di condizioni economiche sostenibili per le imprese, rappresenta oggi una priorità condivisa».











