Infrastrutture Das 5G, ecco la graduatoria di merito dei progetti da finanziare
Oltre 25 milioni da spartire fra enti portuali, atenei e strutture sanitarie
ROMA. Da parte del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del consiglio dei ministri è stata approvata la graduatoria di merito riguardante l’ “avviso per lo sviluppo di infrastrutture Distributed Antenna System (Das) 5G” in aree di primario interesse pubblico: sono stati selezionati 12 progetti che vengono definiti «idonei al finanziamento». Siamo nell’ambito della “Strategia italiana per la Banda Ultra Larga” che, con periodo dal 2023 al 2026, «punta – viene messo in evidenza – ad accelerare la diffusione di infrastrutture digitali di nuova generazione, attraverso l’adozione di servizi applicativi avanzati». È da aggiungere che le reti Das vengono individuate come «uno strumento fondamentale per garantire connettività mobile ad alte prestazioni in contesti a elevata concentrazione di utenti» e per promuovere «la realizzazione di reti private 5G da parte degli enti pubblici, nonché favorire l’adozione di nuovi servizi innovativi».
I progetti ammessi al finanziamento, che saranno avviati e completati entro un massimo di 24 mesi dall’aggiudicazione, sono in totale 12 e sono stati presentati da tre Università, quattro strutture sanitarie e cinque Autorità di Sistema Portuale. In particolare, stiamo parlando di:
Queste le università pubbliche
- Università di Napoli “Federico II”
- Università di Catania
- Politecnico di Bari.
Queste invece sono le strutture sanitarie
- Azienda Usl Toscana Centro (quartier generale a Firenze)
- Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana
- Azienda Sanitaria Locale di Taranto
- Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer (quartier generale a Firenze)
Queste infine le Autorità di Sistema Portuale
- Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (quartier generale a Genova)
- Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio (quartier generale a Gioia Tauro)
- Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (quartier generale a Bari)
- Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale (quartier generale a Civitavecchia)
- Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale (quartier generale a Ravenna).
Vale la pena di riferire che, nella nota ufficiale del Dipartimento governativo, si tiene a precisare che i progetti presentati dalle università mirano a «sviluppare e potenziare infrastrutture Das di nuova generazione, basate su tecnologia 5G». Con uno scopo: garantire «una copertura radio capillare in contesti complessi e ad alta densità, migliorando l’esperienza digitale di studenti, ricercatori e personale di ateneo». Le infrastrutture Das – si specifica – assicurano «una connettività stabile e ad alta capacità, migliorando l’esperienza formativa e abilitando scenari applicativi, quali la didattica immersiva “augmented reality”, “virtual reality” e la telepresenza olografica, la ricerca avanzata in campi come la robotica e la mobilità autonoma, nonché i “living lab” per la sperimentazione e la certificazione di nuove tecnologie.
Quanto alle strutture sanitarie, utilizzeranno infrastrutture Das – viene segnalato – per «migliorare la qualità e la continuità dei servizi di connettività mobile all’interno dei presidi ospedalieri». Grazie all’adozione di reti 5G affidabili e ad alte prestazioni, sarà possibile potenziare la digitalizzazione dei servizi clinici e organizzativi e sviluppare modelli di “ospedale smart”, basati su “control room” multiservizio. In tale contesto, si inseriscono scenari applicativi, quali il monitoraggio remoto dei pazienti, tramite “Internet of Medical Things” (Iomt), sistemi di supporto decisionale basati su big data e soluzioni per l’ottimizzazione dei flussi ospedalieri e dei percorsi di cura.
Invece per quanto riguarda le Autorità di Sistema Portuale le infrastrutture Das («in alcuni casi basate su reti 5G Stand Alone private») saranno progettate per «assicurare una copertura uniforme e resiliente in contesti strategici di rilevanza nazionale e internazionale». Occhi puntati sulla digitalizzazione dei processi logistici, abilitando servizi avanzati di operatività in tempo reale. In virtù del fatto di poter contare su reti 5G si potrà prevedere la transizione verso modelli evoluti di “porto smart”, «favorendo applicazioni a supporto della sicurezza e della gestione operativa, tra cui comunicazioni “mission-critical”, monitoraggio perimetrale tramite IoT e soluzioni di realtà aumentata per il supporto remoto agli operatori».
Vale la pena di rilevare che l’avviso – rivolto a soggetti quali università, centri di ricerca, strutture sanitarie e Autorità di Sistema Portuale – aveva in preventivo «una dotazione iniziale di 20 milioni di euro». È stata «l’ampia partecipazione e la qualità delle proposte presentate» a spingere il Dipartimento a fare la scelta di allargare di più i cordoni della borsa e far arrivare il finanziamento a 25,6 milioni di euro («mediante le risorse disponibili sul Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione»).
«Con l’approvazione di questa graduatoria il governo conferma il proprio impegno a sostenere, con investimenti concreti, la diffusione di infrastrutture digitali avanzate in luoghi strategici»: queste le parole del sottosegretario Alessio Butti. «Il finanziamento di 12 progetti – afferma – è il risultato di un lavoro condiviso con università, strutture sanitarie e autorità portuali, che dimostra quanto la collaborazione istituzionale sia decisiva per accelerare l’innovazione. Rafforziamo così la presenza del 5G in contesti ad alto valore pubblico, contribuendo a rendere più efficienti i servizi essenziali per cittadini e imprese».











