Authority Genova, al via il nuovo piano in nome della lotta anti-corruzione
Lavoro portuale, 1,6 milioni di contributi sul fronte degli inidonei

Palazzo San Giorgio è la sede di Authority di Genova
GENOVA. Accelerazione degli investimenti pubblici, valorizzazione delle aree demaniali, digitalizzazione, sviluppo infrastrutturale e miglioramento dei processi amministrativi: è questo l’orizzonte in cui si muovono i 38 obiettivi che si è data l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale presieduta da Matteo Paroli con il comitato di gestione che ha dato semaforo verde all’aggiornamento del “Piano Integrato di Attività e Organizzazione” (Piao) nella prima seduta con il nuovo collegio dei revisori dei conti.
Come messo in evidenza nell’ultima newsletter, nel “Piao” l’istituzione portuale genovese di Palazzo San Giorgio mette sotto la luce dei riflettori «il rafforzamento delle misure di prevenzione della corruzione e trasparenza, anche attraverso uno specifico indirizzo connesso alla realizzazione del “Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e Trasparenza” (Ptpct), la “bussola” di cui le pubbliche amministrazione hanno l’obbligo di dotarsi per individuare i rischi di corruzione e prevenirli.
Inutile sottolineare l’importanza di una attenzione del genere, visto che l’ente è stato non molto tempo fa travolto da una inchiesta giudiziaria choc che l’ha decapitato (così come la Regione Liguria) con effetti devastanti, fino ad arrivare dopo una lunga transizione all’attuale assetto con Paroli al timone che ora avvia il percorso per la certificazione del sistema di gestione secondo la norma Uni Iso 37001. È da aggiungere che la sezione “rischi corruttivi e trasparenza” – si afferma – è stata aggiornata in coerenza con il nuovo “Piano Nazionale Anticorruzione 2025” e «prevede un monitoraggio periodico con aggiornamento entro novembre 2026 ed eventuali adeguamenti in funzione di nuove disposizioni normative».
Ma non è questo l’unico argomento finito nel menù del comitato. Detto dell’inserimento di un ingegnere marittimo e di un ingegnere trasportista nel fabbisogno di personale dell’ente («senza variazioni della dotazione organica né degli equilibri di bilancio»), vale la pena di segnalare che sul fronte del lavoro portuale, sono stati deliberati contributi (complessivamente 1,6 milioni) per il reimpiego del personale inidoneo a favore delle imprese autorizzate art. 17: riguarda «oltre 150 lavoratori della Culmv nel porto di Genova e 9 soci della Culp a Savona-Vado garantendone la continuità lavorativa attraverso l’assegnazione a mansioni compatibili».
Sempre sul versante del lavoro, è stato dato l’ok a 17 nuovi soci speciali nella Compagnia Unica Lavoratori Portuali “Pippo Rebagliati” di Savona-Vado («nei limiti dell’organico autorizzato di 156 unità»): età media non superiore a 29 anni, contratto a tempo determinato e possibile stabilizzazione «entro cinque anni» in nome del ricambio generazionale e della «crescita della domanda di lavoro negli scali», soprattutto negli avviamenti nel settore container («più 80,5% nei primi cinque mesi del 2025 rispetto al 2024»).











