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CANTIERISTICA

Genova Industrie Navali oltre quota mezzo miliardo, più di 200 progetti nel 2025

Sei unità in costruzione, l’investimento in Moons nel segno dell’innovazione

(da sx) Foto di gruppo Genova Industrie Navali (Gin) acquisisce Moons: Matteo Garrè, Marco Ghiglione, Marco Bisagno, Ferdinando Garrè, Andrea Teja, Pierenrico Beraldo, Umberto Bisagno

GENOVA. Le cifre parlano: «oltre 500 milioni di valore della produzione e più di 200 progetti di riparazioni e refit all’attivo» relativamente allo scorso anno, il 2026 si apre con «sei unità navali in costruzione». E ancora: 10 società controllate e 11 collegate, più di 400mila metri quadrati di infrastrutture e 2.560 metri di banchine attrezzate tra Genova, Marsiglia e Piombino, 8 bacini di carenaggio da gestire più 4 cantieri navali, 850 dipendenti (e un indotto medio specializzato equivalente a oltre 2mila addetti, senza contare un esercito di 3mila fornitori).

È così che Genova Industrie Navali (Gin) si presenta come «uno dei principali protagonisti europei nei settori delle costruzioni, riparazioni, trasformazioni e demolizioni navali», oltre a essere «uno dei più rilevanti operatori privati della cantieristica in Italia». Poi c’è anche qualcos’altro: l’annuncio del nuovo investimento in Moons, “innovation company” attiva nei processi di trasformazione digitale.

L’ingresso in Moons – affermano dal quartier generale del gruppo fondato 18 anni fa – testimonia la volontà di «proseguire nel proprio percorso di crescita attraverso una strategia industriale orientata all’innovazione, alla sostenibilità e all’eccellenza progettuale». E qui la prova del nove (altro numero) sta in due cifre che raccontano gli investimenti degli ultimi anni “firmati” Gin: 60 milioni di euro destinati a nuovi business e infrastrutture, di cui 8 milioni investiti in ricerca e sviluppo.

Moons: vedi alla voce “innovazione”. È una società – così viene presentata – che «affianca le imprese nei percorsi di trasformazione digitale, seguendo un modello che si differenzia dalla consulenza tradizionale». In che senso? È stata creata per «accompagnare pienamente il cliente nelle iniziative più complesse, estendendo l’intervento lungo l’intero processo e introducendo forme di collaborazione flessibili che consentono di condividere la responsabilità dei risultati, anche oltre i perimetri tradizionali della consulenza». A ciò si aggiunga anche il fatto che Moons sviluppa «prodotti digitali, tra cui piattaforme basate su intelligenza artificiale, software proprietari e soluzioni fondate sull’analisi dei dati». Non è tutto: promuove percorsi di «creazione di nuove imprese insieme ai clienti, dando vita a start-up condivise».

Ferdinando Garrè, amministratore delegato e presidente di Genova Industrie Navali

Queste le parole di Ferdinando Garrè, amministratore delegato e presidente di Genova Industrie Navali: «L’investimento in Moons rappresenta per il gruppo un ulteriore passo nel percorso di crescita che portiamo avanti fin dalla nostra nascita». Aggiungendo poi: «La nostra filosofia è quella di mettere in relazione competenze diverse per competere in modo più efficace, mantenendo al tempo stesso l’autonomia e l’elevata specializzazione delle singole realtà. In questo senso – afferma –  la collaborazione con una realtà innovativa focalizzata su digitale e intelligenza artificiale come quella di Moons, rappresenta un’opportunità di crescita per entrambe».

È Andrea Teja, 38 anni, esperto di trasformazione digitale e innovazione, il fondatore di Moons: ha alle spalle dieci anni di servizio nella Marina Militare Italiana, dove ha raggiunto la posizione di capo del Dipartimento sistemi di combattimento. Successivamente è stato consulente in McKinsey & Company, quindi “chief digital and innovation officer” in Synlab e, in seguito, partner («il più giovane nella storia della società») in Gea, storica realtà milanese di consulenza strategica, dove ha avviato l’area dedicata al digitale.

Così la dichiarazione di Tea: «Lavoriamo con le aziende nei percorsi di trasformazione più complessi, dove il digitale è solo l’abilitatore, ma non il fine ultimo. Condividiamo il rischio con i nostri clienti, mettendo in gioco anche i nostri interessi, proponendo, dove possibile, compensi legati ai risultati». Teja segnala che in alcuni casi si punta a costruire un percorso di “corporate venture building”. Obiettivo: «sviluppare assieme nuove iniziative imprenditoriali, e costruire con il cliente una start-up, curandone la strategia. Il progetto genera una soluzione digitale che viene adottata dal cliente stesso, che ne è anche socio, e successivamente commercializzata».

In occasione dell’annuncio del nuovo investimento, Gin ha presentato anche le principali attività e commesse previste per il 2026: all’orizzonte «un’intensa attività operativa su tutti i principali cantieri del gruppo», come viene sottolineato.

Ad esempio, guardiamo il caso di T. Mariotti: a febbraio si è svolta la cerimonia di posa della chiglia della seconda unità Mtc-Mtf della Marina Militare, destinata al trasporto costiero e all’assistenza ai fari; così come prosegue la costruzione della nuova nave oceanografica Arcadia di Ispra e ad aprile entrerà in bacino Amangati, nave da crociera superlusso commissionata dal gruppo Aman per il brand Aman at Sea.   È da aggiungere che nell’ultimo trimestre 2026 sono previste le prove a mare di Olterra, prima unità Sdo–Surs (Special and Diving Operations Submarine Rescue Ship) della Marina Militare destinata a operazioni subacquee speciali.

Piero Neri, socio di Pim; Mauro L. Valenti, procuratore generale di Avm; Ferdinando Garrè, presidente di San Giorgio del Porto a Piombino per la cerimonia del traghetto Actv     

Quanto a San Giorgio del Porto, dopo il completamento della nave Green Pearl, unità per il bunkeraggio di Gnl, e della tanker chimica ibrida Green Heart, vale la pena di rilevare che nel marzo 2026 si sono registrate due attività rilevanti: da un lato, il “refitting” della Uss Mount Whitney, nave ammiraglia della Sesta Flotta degli Stati Uniti; dall’altro, la cerimonia di posa della chiglia della nave traghetto Sg120, destinata a diventare l’ammiraglia della flotta ActvV per il trasporto di automezzi e passeggeri nella Laguna di Venezia.

Relativamente a Chantier Naval de Marseille, va detto che l’anno si è aperto con il “refit” della Aidabella: è interessata da «un progetto di modernizzazione della durata di circa sette settimane nell’ambito del programma Aida Evolution». Nel conto dobbiamo mettere poi che in aprile è previsto il “dry dock” della Odyssey of the Seas, nave di classe Quantum Ultra di Royal Caribbean, lunga oltre 340 metri, una delle più grandi unità da crociera accolte a Marsiglia dall’apertura del bacino 10. Tra fine del 2026 e inizio 2028 il cantiere completerà le altre 4 unità di classe “Sphinx” incluse nel progetto Evolution di Aida Cruises.

Fissando la luce dei riflettori sui cantieri di Piombino Industrie Marittime (Pim), c’è da dire che non solo sono «impegnati nella costruzione delle due unità Mtc-Mtf di Marina Militare e della nave oceanografica Arcadia di Ispra, entrambi per conto di T. Mariotti, e del traghetto Sg120 per Actv in collaborazione con San Giorgio del Porto», ma risultano anche attivi – viene messo in risalto – «nella costruzione di scafi per conto di Baglietto». Proseguono inoltre le attività di costruzione di impianti industriali, sviluppate nell’ambito della joint venture con Rosetti Marino.

Recentemente sono stati investiti circa 10 milioni di euro per sviluppare una “panel line” di nuova generazione: «Diventerà operativa nel corso di quest’anno, e consentirà di aumentare la capacità produttiva del cantiere», com’è stato detto.

Dalla sede centrale si segnala anche che quest’anno il gruppo sarà presente alle principali fiere internazionali di settore: in questo mese di aprile al Seatrade Cruise Global di Miami, in settembre al Smm di Amburgo e nel mese di novembre all’Euronaval di Parigi.

L’ultima sottolineatura attiene alla dimensione della sostenibilità. Sotto questo profilo Genova Industrie Navali rafforza l’impegno in ambito “Esg” con «un modello industriale orientato alla creazione di valore condiviso». L’ultimo bilancio (relativo al 2024) mostra che «il 91% del valore economico è stato redistribuito a dipendenti, fornitori, partner e comunità locali, destinandone il restante 9% al rafforzamento patrimoniale e agli investimenti futuri». La filiera si basa su fornitori qualificati e prevalentemente locali: «il 73% della spesa in Italia e il 71% in Francia». In fatto di aspetti sul piano sociale, il 100% dei dipendenti è «coperto da contrattazione collettiva, il 92% è assunto a tempo indeterminato, sono oltre 5.600 le ore di formazione erogate e 48 le nuove assunzioni nel corso dell’anno». In fatto di iniziative sul territorio l’accento viene messo sul progetto “Baltimora Garden Sea-ty”, grazie al quale sonno stati restituiti alla città di Genova «oltre 5.300 metro quadri di verde urbano».

Pubblicato il
1 Aprile 2026

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