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PROGETTO INTERREG

Vedi alla voce cybersicurezza: Italia e Croazia ne discutono insieme

Euro-progetto che guarda all’Adriatico: coinvolti esperti e referenti

Foto di gruppo per i protagonisti del progetto sulla cybersicurezza che vede coinvolte Italia e Croazia

ANCONA. La sicurezza dei sistemi portuali cambia la “bussola”: la protezione delle infrastrutture fisiche deve diventare tutt’uno con la difesa dei sistemi digitali, dei dati e dei processi operativi. È all’interno di questo palcoscenico di concetti che si è mosso il workshop dal titolo “Le Autorità di sistema portuale e la cybersecurity”: promosso dall’Authority marchigiana nella propria sede, ha declinato un nuovo concetto di sicurezza nell’ambiente banchina e dintorni.

Stiamo parlando di una iniziativa che rientra nel progetto europeo Cresport Interreg Italia Croazia. Lo scopo è soprattutto uno: rafforzare la cooperazione tra i sistemi portuali dell’area adriatico-ionica e promuovere un approccio condiviso alla gestione dei rischi digitali. Coinvolti rappresentanti delle istituzioni, esperti di cybersicurezza, referenti operativi del sistema portuale, esponenti della Polizia Postale e figure tecniche coinvolte nella sicurezza informatica. Al centro dell’attenzione temi come:

  • il quadro nazionale della cybersicurezza e il ruolo delle Autorità portuali;
  • il contrasto alla criminalità informatica;
  • la costruzione di una postura organizzativa consapevole;
  • i progetti finanziati dal Pnrr per il rafforzamento delle infrastrutture digitali;
  • i modelli di “compliance” e monitoraggio della sicurezza.

Nel mirino è un salto di qualità nella creazione di una consapevolezza diffusa riguardante «una cultura della sicurezza sempre più integrata, consapevole e orientata alla prevenzione, in linea con le strategie europee di resilienza digitale».

È stata anche «una preziosa occasione per condividere esperienze, buone prassi, e ripercorrere l’excursus normativo che ha portato – come spiega l’Auhority ravennate, protagonista anch’essa dell’evento – all’attuale Direttiva Nis 2 (Network and Information Security), agli obblighi per gli operatori, ma soprattutto all’obiettivo giuridico (ma anche responsabilità operativa dei porti) di aumentare la resilienza delle infrastrutture critiche».

È stato proprio il porto ravennate nel corso del secondo giorno a organizzare il 5° Steering Committee Meeting del progetto. Questo ha dato l’opportunità di approfondire lo stato di avanzamento del progetto, evidenziando – è stato detto – «il forte impegno condiviso nello sviluppo di tecnologie e soluzioni innovative per il miglioramento della sicurezza dei sistemi portuali, in particolare attraverso l’attuazione delle azioni pilota attualmente in corso». Secondo quanto è stato poi reso noto al termine dei lavori, ampio spazio è stato dedicato anche agli «aspetti di gestione progettuale, con aggiornamenti sulle attività in corso, sulle eventuali necessità di adeguamento e sulle prossime fasi operative, a conferma di un lavoro strutturato e orientato al raggiungimento degli obiettivi comuni».

Il meeting – questa è stata un’altra sottolineatura – ha inoltre rappresentato «l’occasione per fare il punto sulle azioni di comunicazione e disseminazione già realizzate, fondamentali per valorizzare i risultati del progetto e promuovere una cultura condivisa della cybersicurezza in ambito portuale».

Pubblicato il
4 Aprile 2026

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