L’uscita di scena di Marilli e il mosaico scompaginato

Fabrizio Marilli, dirigente Authority di Livorno
C’è chi se n’è andato, c’è chi ha paura di doversene andare e chi resta inchiodato, ma scalpita e protesta. Diciamo che le cosiddette voci di prora da Palazzo Rosciano raccontano di tensione, specialmente a livello di alti gradi. Il tutto sarebbe nato dal gran rifiuto (come scriverebbe Dante) del direttore generale del demanio dottor Fabrizio Marilli che qualche giorno fa ha mollato la poltrona e si è trasferito ad Ancona, per il più prestigioso (e meritato) incarico di segretario generale dell’Authority. Marilli è un funzionario competente e scrupoloso. Da qualche tempo – dicono all’interno – la sua direzione generale gli stava stretta perché costretto a decisioni sulle quali non era in linea. Morale, L’hanno chiamato e ha fatto volentieri valigia.

Pierpaolo Danieli
Il problema che ne sarebbe nato è la successione. Sempre da Palazzo Rosciano, si dice che sarebbe stata proposta (o si sarebbe proposta) il braccio destro dell’ex presidente Guerrieri, liberatasi dall’incarico di vicecommissario della Darsena Europa. Ma a quanto pare il nuovo segretario generale, comandante Pierpaolo Danieli, avrebbe deciso – almeno per adesso – di dirigere personalmente il demanio, assumendone ad interim l’incarico. Danieli è un ufficiale delle Capitanerie prestato da tempo all’amministrazione della portualità nazionale. Che si sia reso conto dell’alto numero di funzionari e di personale in genere dell’Autorità di Sistema livornese-piombinese? Da tempo a Roma se ne parla. E se è vero che Danieli ha avuto il nullaosta da Roma, vuolsi così colà dove si puote. E più non dimandare.
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Fin qui, roba interna. Poi c’è il richiamo critico degli agenti marittimi labronici sul tema del rifornimento di gas Gnl alle navi. Livorno ha avuto il poco onorevole primato di essere il primo porto a fornirsi di un apparato “cold ironing” per dare corrente elettrica alle navi: impianto morto “vergine”, perché mai utilizzato, avendo le navi provvedute a impianti direttamente a bordo.. Ora però le navi, specie quelle più grandi da crociera, sono tutte o quasi predisposte ad andare a Gnl: e a Livorno, porto delle crociere di prima classe, in teoria sarebbe facile rifornirle con bettoline-bunker dal rigassificatore al largo della costa, ma si aspetta senza nessun servizio. Da qui la protesta, per scritto e ufficiale, degli agenti marittimi dell’Asamar. Tanto per non farsi mancare qualche altra tensione, prima de arrivi Ferragosto e chi s’è visto s’è visto. Ah porto, vituperio delle genti!
A.F.











