Mondiale Offshore 3D Uim, annullato l’esito della gara di Rodi Garganico
La Corte internazionale accoglie il ricorso degli equipaggi assistiti dallo studio Rubechini

L’avvocato Patrizio Rubechini
ROMA. Sul mondo della motonautica è piombata la notizia dell’annullamento dei risultati della prova del Campionato mondiale Offshore 3D* disputata a Rodi Garganico il 19 giugno scorso. Lo ha stabilito la Corte internazionale d’appello della Union Internationale Motonautique (Uim), massimo organo di giustizia d’appello della federazione internazionale che governa l’attività motonautica mondiale: ha deciso di accogliere il ricorso proposto nell’interesse di due equipaggi italiani.
A renderlo noto è lo studio legale del prof. avv. Patrizio Rubechini, segnalando che si tratta di una pronuncia destinata ad avere un impatto sia sul piano sportivo sia su quello giuridico, confermando il ruolo della giustizia sportiva internazionale nella tutela della regolarità delle competizioni.
La decisione giunge a conclusione – viene sottolineato – di «un articolato procedimento di giustizia sportiva internazionale promosso a tutela delle ragioni degli equipaggi ricorrenti» e, a giudizio del legale, costituisce «un significativo esempio dell’effettività dei rimedi previsti dagli ordinamenti sportivi federali a livello mondiale».
Secondo quanto viene messo in risalto, la pronuncia assume particolare interesse «non soltanto per le sue conseguenze sul piano sportivo, ma anche per i profili giuridici che emergono dalla vicenda». Il sistema della giustizia sportiva internazionale – viene fatto rilevare – si basa sul principio per cui le decisioni adottate nell’ambito delle competizioni devono «poter essere sottoposte al controllo di organi indipendenti, chiamati a garantire il rispetto delle regole federali, della parità competitiva e della corretta applicazione dei regolamenti». Illustrando l’esito dell’iniziativa che ha portato alla cancellazione dei punteggi ottenuti nella gara pugliese, viene ribadito che in tale contesto la decisione della Corte internazionale conferma come «gli strumenti di impugnazione previsti dagli ordinamenti sportivi internazionali rappresentino una tutela concreta per atleti, team e operatori del settore, potendo incidere in maniera determinante sugli esiti delle competizioni quando siano riscontrate irregolarità o violazioni delle norme applicabili».
A ciò si aggiunga – viene messo in rilievo – che la vicenda evidenzia «la crescente rilevanza del diritto sportivo internazionale e delle competenze richieste per affrontare procedimenti che si svolgono davanti ad organismi giurisdizionali sovranazionali, caratterizzati da regole procedurali e sostanziali specifiche e da una dimensione inevitabilmente transfrontaliera».
Lo studio legale ricorda che l’attività svolta in tale procedimento rientra nell’esperienza che è stata da esso maturata «nell’assistenza e nella rappresentanza di atleti, società sportive, dirigenti e operatori economici nell’ambito del contenzioso sportivo nazionale e internazionale, nei procedimenti arbitrali e disciplinari davanti agli organismi federali e più in generale nel campo del diritto amministrativo».











