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MANIFESTAZIONE

Livorno in affanno, in 4 anni ammortizzatori sociali raddoppiati

Corteo Cgil per segnalare «una bomba sociale a orologeria»

Lo striscione dei lavoratori Pierburg, al centro di una delle vertenze più complicate

LIVORNO. Il polso della situazione economico-occupazionale di Livorno sta in un dato: in quattro anni agli ammortizzatori sociali  come la cassa integrazione straordinaria o i contratti di solidarietà hanno raddoppiato la portata passando da 1,1 milioni a 2,2 milioni di ore. Parola del leader della Cgil livornese, Gianfranco Francese, nel discorso che ha indicato le ragioni del corteo cittadino con cui il sindacato ha voluto riportare sotto i riflettori i disagi dei lavoratori sul fronte dell’occupazione, del salario e del caro-vita. Partenza dai quartieri popolari nord (piazza San Marco) per attraversare il centro e concludersi davanti al Palazzo del Governo, sede della prefettura.

Il dato sugli ammortizzatori sociali straordinari è uno fra quelli che avrebbero dovuto saltar fuori dalla presentazione del dossier sulla situazione economica locale in programma ogni anno di questi tempi. Peccato che – questa l’ironica sottolineatura del dirigente sindacale – all’improvviso quest’anno sia stato deciso che tali dati non dovessero esser resi noti: evidentemente su pressione del governo perché, secondo Francese, disturbano la narrazione del tutto surreale per cui tutto va a gonfie vele e il Paese attraversa una fase d’oro…

“Basta crisi, basta carovita”: questo il doppio slogan ribadito anche in uno degli striscioni mostrati durante il corteo al quale, stando a quanto dichiarato via social dalla stessa Cgil, hanno «partecipato centinaia di persone».

Il leader della Cgil livornese Gianfranco Francese nell’intervento al termine della manifestazione

«Livorno non può permettersi di perdere neanche un posto di lavoro», è stato ribadito. Al centro dell’attenzione le difficoltà con cui devono fare i conti i lavoratori ieri di realtà come Pierburg, Magna, Konecta e le acciaierie di Piombino. Ma è più complessivamente una situazione che è individuabile, com’è stato ribadito, come «una bomba sociale ad orologeria». L’identikit, a giudizio della Cgil, è presto detto: buste paga con redditi bassi, non di rado falcidiate dagli ammortizzatori sociali che le riducono anche a 700-800 euro al mese. Non solo: gli ammortizzatori sociali effettivi sono le pensioni di anziani genitori o nonni, che «magari rinunciano a curarsi pur di poter destinare una parte della pensione a aiutare figli e nipoti a pagare mutui, bollette o rate». Tutto questo – è stato messo in evidenza – all’interno di «un contesto fortemente caratterizzato anche dalla precarietà e dal rincaro del costo della vita: basti pensare al caro carburante o agli aggravi su affitti e sanità così come all’incremento delle bollette».

Francese ha messo l’accento su due aspetti. L’uno: questa è l’unica provincia in Italia ad avere due aree di crisi industriale complessa, dunque avrebbe bisogno di attenzioni particolari da parte del governo e invece non si vedono. L’altro: la situazione di Piombino mostra il rischio che l’accordo di programma non abbia sufficienti tutele dal punto di vista dell’occupazione e c’è l’eventualità che l’investitore abbia la tentazione di sfilarsi (qui a giudizio del leader Cgil bisogna insistere sul fatto che i soldi pubblici non possono andare a chi non offra adeguate garanzie occupazionali per il futuro dei lavoratori).

Come uscirne? Francese invoca l’impegno delle istituzioni: Comune e Regione sono state al fianco dei lavoratori ok, ma ora c’è da fare un salto di qualità e, a tal proposito, da parte della Cgil si fa decollare l’idea di un “tavolo Livorno” che affronti nel complesso la situazione. «Cosa abbiamo fatto? Nient’altro che portare al centro della scena il “paese reale”: una operazione di realtà», dice Francese.

Il corteo cittadino organizzato dalla Cgil a Livorno contro crisi e carovita

Pubblicato il
4 Ottobre 2026
di G.M.

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