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IL DOSSIER E I NUMERI

Mai così tanti crocieristi in estate in Italia (e anche Livorno cresce)

L'industria del turismo in love boat: come si sta trasformando il settore

Cosa dice il dossier di Risposte Turismo nell’andamento dell’industria delle crociere nelle quattro grandi macroaree

LIVORNO. «Il miglior trimestre di sempre per gli oltre sessanta porti crocieristici del Bel Paese»: prima ancora della sfilza di cifre e percentuali, già questa frase ben fotografa l’andamento da record di questa particolare industria turistica. Basti dire che l’estate da primato indica per il periodo giugno-agosto appena trascorso l’afflusso di «oltre 6,1 milioni di passeggeri movimentati (più 4,5% sul medesimo arco di tempo nel 2025) e 2.314 toccate nave (più 14,9% a confronto quel che è avvenuto dodici mesi prima). Al tirar della riga del totale a fine anno dovremmo arrivare, secondo le stime, a «15,4 milioni di passeggeri movimentati (più 4,3% sul 2025) e oltre 6mila accosti di navi (con un incremento di 6,6 punti percentuali rispetto all’anno passato)».

Questo è il menù portato all’attenzione nel corso della presentazione dell’edizione numero 13 dell’ “Italian Cruise Day”, il forum che rappresenta l’evento-guida per questo comparto dell’economia del mare: il 23 ottobre, con un esercito di una trentina di relatori, l’appuntamento torna in cartellone a Livorno. Stiamo parlando di uno dei principali scali nella mappa delle crociere: lo è ancora anche se non è più una star come ai tempi dell’exploit del milione di passeggeri nel 2012 quando però l’inadeguatezza delle infrastrutture, a quel tempo ancora del tutto in mano all’Authority prima della privatizzazione, è risultata l’anticamera del tonfo successivo.

A quasi un quindicennio di distanza e con un assetto differente (benché ancora lontano dall’essere completato), il vento dell’espansione torna a gonfiare le vele anche dei numeri di Livorno come polo sulle rotte delle love boat. La città sede dell’edizione 2026 del “Cruise Day” mette a segno nel trimestre compreso fra l’inizio di giugno e tutto agosto un incremento che, a paragone dell’analogo periodo dell’annata scorsa, è pari a «oltre 37mila passeggeri in più (con un balzo di undici punti e mezzo a confronto con il 2025) e di 28 toccate nave (con una impennata di quasi 23 punti sull’anno passato)». Più tardi Matteo Savelli, presidente di Porto 2000, la società che a Livorno ha in mano il porto passeggeri, snocciolerà queste cifre targate Livorno: «Nel 2025 abbiamo registrato 369 scali e 778.368 passeggeri. Al 30 settembre 2026 gli scali sono stati 333, con 669.146 passeggeri, mentre per la fine dell’anno prevediamo di raggiungere 421 scali e circa 815mila passeggeri».

DALL’ARCHIVIO: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui si dà conto del programma dell’evento sull’industria crocieristica in agenda a Livorno il 23 ottobre

I dati di Risposte Turismo: anno per anno le crociere in Toscana dal 2016 a oggi

Le crociere cambiano pelle: ecco come

Anche qui così come nel dato nazionale si riscontra un aumento del numero delle toccate navi più alto, talvolta assai alto. Bisognerebbe vederlo più da vicino, caso per caso, ma forse è l’indizio del fatto che le crociere stanno mutando pelle: un po’ meno navi kolossal grandi quanto città galleggianti di 4mila persone e un po’ più flotte di taglia media o medio-piccola, dunque spesso di gamma medio-alta o alta. Con un allargamento del ventaglio delle cose da vedere perché chi è alla quinta o alla sesta crociera, magari alla decima, non si accontenta delle solite destinazioni da cartolina che rischia di aver già visto parecchie volte, ma pretende che gli offrano qualcosa che dia il senso della scoperta. Ma questo vuol dire anche che si tollera di essere sbatacchiati fuori da porti inadeguati: lo standard richiesto da una clientela di questo tipo è senz’altro più elevato e dunque richiede specializzazione. Con la furbata acchiappa-instagram o la trovata-spot lo freghi una volta e poi mai più…

Allargando lo sguardo al ventaglio degli scali made in Italy, il trimestre-clou (giugno-agosto)ha fatto registrare un afflusso extra sicuramente forte, in termini di numeri assoluti, sono:

  1. Salerno: con un incremento di 149mila passeggeri (più 374% sul 2025),
  2. Civitavecchia: con una crescita di 140mila passeggeri (più 9,8% sul 2025)
  3. Ravenna: con un aumento di 67mila passeggeri (più 43% sul 2025).

Cosa c’è dietro il boom di Salerno

Proprio l’incredibile boom di Salerno indica forse qualcosa di quel che si diceva: dotare il porto salernitano di una nuova stazione marittima è stata una odissea, ma adesso l’ “ostrica” firmata dall’archi-star Zaia Haid ha un identikit riconoscibile in tutto il Mediterraneo. Non sarà ancora una architettura-simbolo come l’Opera House di Sydney (che ha una seconda facciata verso il mare ancor più nota di quella lato città), ma è evidente che Salerno ha deciso di investire in segni di architettura contemporanea di altissimo impatto se è vero che altre grandifirme come Santiagoi Calatrava e Ricardo Bofill hanno progettato grandi spazi pubblici della città. E ora il nuovo rinascimento turistico di Napoli passa, per quanto riguarda le crociere, soprattutto da Salerno.

A livello di macroaree, a conseguire i risultati maggiori nei tre mesi da giugno a agosto è stato proprio il Centro-sud Tirreno: trainato appunto da quel che accade a Salerno e Civitavecchia,ha messo in mostra gli incrementi più consistenti nel numero «sia di passeggeri movimentati (214mila in più) sia di toccate nave (162 in più)».Relativamente al solo dato dei passeggeri, vale la pena di indicare che anche le isole fanno registrare un segno “più” (con una crescita di 109mila turisti. In arretramento, invece, le altre due macroaree: Adriatico e Ionio (45mila vacanzieri in meno) e Nord Tirreno (16mila in meno).

Tutti questi numeri portano la firma di Risposte Turismo, la società di ricerca e consulenza a servizio della macroindustria turistica, che le ha rese note nel corso della presentazione dell’evento livornese del quale avrà la regia. Ancor più in dettaglio il report del team di ricerca verrà illustrato in occasione della nuova edizione di “Italian Cruise Watch”, l’appuntamento con cui Risposte Turismo dal 2011 passa ai raggi x l’industria crocieristica italiana.

Il forum è stato presentato in un incontro online che ha visto protagonista Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo, in tandem con Davide Gariglio (presidente dell’Authority livornese) e Matteo Savelli (presidente di Porto di Livorno 2000, la società del gruppo Onorato che ha in mano la società del porto passeggeri labronico ed è la realtà partner dell’edizione 2026).

Questi i porti italiani in cui si è registrato l’incremento maggiore nel numero dei crocieristi: dati di Risposte Turismo

Cosa dice il numero uno del team organizzatore

Dalla plancia di comando di Risposte Turismo, questo è il commento di Francesco di Cesare, che mette l’accento su quanto pesa la stagione di punta sull’andamento della crocieristica italiana: «Nel periodo giugno-agosto si è concentrato circa il 60% del traffico passeggeri dei primi otto mesi dell’anno.A trainare il periodo è stato soprattutto luglio, che ha superato i 2,16 milioni di passeggeri movimentati e ha registrato l’incremento più consistente rispetto al 2025, con quasi 200mila movimentazioni in più. Anche agosto mantiene un andamento positivo, mentre giugno presenta una dinamica più articolata, con una lieve flessione dei passeggeri a fronte di una crescita a doppia cifra delle toccate (più 16,3%)». A giudizio del presidente di Risposte Turismo, c’è sì l’impegno degli operatori dell’offerta verso la destagionalizzazione dei flussi, ma questi dati «raccontano bene la centralità dei mesi estivi nell’andamento annuale di un comparto sempre più rilevante per la programmazione dei porti, delle compagnie e dei territori e, più in generale, per il turismo del Paese».

Così le parole del presidente dell’ente portuale livornese, Davide Gariglio: «L’ “Italian Cruise Day” rappresenta un importante momento di confronto per un settore che continua a generare valore, occupazione e opportunità per i territori portuali e per l’intera filiera turistica. Il nostro è un sistema portuale articolato, che comprende i porti di Livorno e Piombino e gli scali dell’Arcipelago Toscano di Portoferraio, Rio Marina, Cavo e Capraia. Una rete con caratteristiche e vocazioni differenti, ma che può trovare proprio nel turismo crocieristico un importante elemento di sviluppo e di valorizzazione del territorio». Aggiungendo poi: «Per i nostri porti la crescita del traffico crocieristico deve essere accompagnata da una visione di lungo periodo, capace di coniugare competitività, qualità dei servizi, sostenibilità e capacità di generare ricadute positive sulle comunità locali. Il confronto a Livorno con gli operatori e con tutti i portatori di interessi della filiera sarà quindi fondamentale per costruire insieme un modello di sviluppo equilibrato e duraturo, in grado di valorizzare le peculiarità dei singoli porti e, allo stesso tempo, rafforzare la capacità dell’intero sistema di essere attrattivo e competitivo sui mercati internazionali».

Ecco la dichiarazione di Matteo Savelli, numero uno di Porto di Livorno 2000: «Riportare questo evento a Livorno dopo 23 anni rappresenta un tassello importante nel percorso di consolidamento delle attività promosse da Porto Livorno 2000, con l’obiettivo di rafforzare il proprio ruolo di attore economico nel sistema portuale e nella filiera turistica cittadina». L’ha ribadito sottolineando che si tratta di «un’occasione per guardare al futuro di Livorno attraverso una visione di sviluppo che metta in relazione turismo, porto, imprese e occupazione, creando nuove opportunità per il territorio». Poi tiene a sottolineare: «Il nostro obiettivo – afferma Savelli – è trasformare questa crescita in benefici concreti e duraturi per Livorno, valorizzando il turismo e, allo stesso tempo, rafforzando l’indotto economico locale attraverso i nostri servizi, la collaborazione con i nostri partner e il coinvolgimento delle imprese del territorio. Vogliamo contribuire a un modello di sviluppo capace di generare valore e occupazione, consolidando sempre di più il legame tra il terminal e la città».

Gli ultimi dieci anni: le cifre del flusso di crocieristi nel nostro Paese

Pubblicato il
13 Ottobre 2026
di BOB CREMONESI

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