Il mugugno dei Tir non si ferma e il governo pensa al giro di vite
Identificati 1.300 manifestanti. Camion-lumaca sul lungomare di Napoli

Camion in colonna sull’autostrada
ROMA. Il “fronte dei Tir” protagonista della trattativa con il governo taglia ogni copertura a chi nella galassia dell’autotrasporto vuole continuare la protesta, una associazione di primo piano come Alis che chiede sostegni alle imprese ma al tempo stesso dice chiaro e tondo che i blocchi devono smettere. Le forze dell’ordine che, secondo notizie ufficiali di fonte ministeriale, hanno identificato 1.339 manifestanti, ne hanno denunciati 71 e ne hanno puniti 242 sul piano amministrativo.
Ma la protesta di autisti e agricoltori va avanti. Anche con episodi inconsueti, come in Puglia: con un vescovo, monsignor Moscone, che si schiera con chi protesta («queste manifestazioni sono al servizio di tutta la popolazione, impoverita dalle industrie della guerra», riporta il giornale “Vita”). Nel frattempo, seppur a macchia di leopardo, con una situazione fluidissima che cambia di minuto in minuto, la trincea della protesta non pare sfaldato: anzi, mentre in Sicilia e in alcune zone della Calabria, risulta che gli autotrasportatori abbiano fatto un passo indietro e revocato i blocchi, in Campania il fermento sembra continuare.
Ad esempio, a Napoli la mobilitazione dei camion ha mandato in tilt un tratto del lungomare, come conferma l’edizione napoletana del “Corriere della Sera” segnalando che, facendo attenzione a non fermare del tutto gli automezzi per non incappare nel reato di blocco della circolazione, i conducenti degli autoarticolati «hanno improvvisato una marcia lenta sull’importante via d’accesso alla città causando comunque enormi disagi alla circolazione» e poi, giunti all’altezza di un varco del porto (peraltro già bloccato nei giorni scorsi), hanno «fatto dietrofront impegnando di nuovo la Marina».
Per riuscire a garantire un qualche approvvigionamento alla rete commerciale e dunque evitare gli scaffali vuoti, la prefettura – sottolinea il quotidiano – ha predisposto la scorta, definita “movimentazione agevolata”, lungo percorsi protetti: in tal modo «sono stati oltre 500 i camion che dalle piattaforme logistiche o dai mercati generali hanno raggiunto i punti vendita».
Il giornale napoletano “Fanpage”, in una sorta di mappa delle proteste che si modifica di momento in momento, segnala: la chiusura del nodo di Casoria dell’autostrada A1 Napoli-Milano, una serie di rallentamenti sull’Asse Mediano e sulla statale VII Quater Domitiana. Proteste anche in altre zone come Benevento, con agricoltori e camionisti in campo allo svincolo di Benevento Ovest della tangenziale.
La situazione complicata fa emergere anche numerosi episodi singolari all’interno di questra mappa del disagio:
- non pochi comuni, a cominciare proprio da Napoli, hanno annunciato che vi saranno problemi nel servizio di raccolta dell’immondizia;
- a secco buona parte dei distributori di benzina: secondo una stima non si sa quanto verificabile e soprattutto attendibile, ormai solo un benzinaio su dieci non avrebbe esaurito le scorte;
- per via delle difficoltà di raggiungere il luogo di lavoro da parte di parecchi infermierin e sanitari rimasti senza benzina, si segnala un caso di slittamento di un interventio su un melanoma in uno degli ospedali napoletani, secondo quanto raccontato a Fanpage dal paziente.
L’ultima sottolineatura riguarda il fatto che, dopo aver annunciato le misure del governo in favore dei sostegni all’autotrasporto, il videomessaggio della premier Giorgia Meloni ha insistito, pur senza specificare misure specifiche, su episodi di quella che ha chiamato «intimidazione» da parte dei manifestanti: ad esempio, con il taglio delle gomme ai camion di chi non voleva aderire alla protesta.
In realtà, secondo le notizie in arrivo dal Meridione, l’operatività del giro di vite sarebbe stato lasciato in mano ai prefetti e ai responsabili delle forze dell’ordine: è presumibile che nelle prossime ore si assista a un pressing sempre più robusto nei riguardi di chi continua a dare battaglia bloccando il traffico o talvolta paralizzandolo con qualche espediente. Il governo ritiene di aver fatto la propria parte, le sigle ufficiali dell’autotrasporto hanno dato un giudizio positivo sul punto di caduta al quale si è arrivati con la trattativa: a questo punto, l’esecutivo punta a chiudere la partita con il fronte dei Tir e a farlo venerdì 23. Prima di arrivare alla giornata di sabato come banco di prova della tenuta dell’ordine pubblico: con tutti quanti che guardano a quel che potrebbe accadere a Milano. Ci fosse davvero una regia anziché uno sciame di adolescenti, non avrebbe che da far saltare fuori il casino in un’altra città…











