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LIVORNO: “CRUISE DAY”

Porto 2000 distribuisce al territorio 12 milioni all’anno

Ogni anno 8mila pullman. I 2.200 bus navetta portano 280mila turisti

Crociera Disney Dream nel porto di Livorno

LIVORNO. Trecentosessantanove navi da crociera hanno fatto tappa nel porto di Livorno lo scorso anno portando 778mila turisti, la stima per quest’anno è di arrivare a 421 navi con 815mila persone. È lui che snocciola i numeri ed è lui che segnala l’incremento positivo dell’ultima annata: ma per Matteo Savelli, presidente della Porto di Livorno 2000, la società di Moby (gruppo Onorato) e Msc che ha in mano il porto passeggeri, sarebbe sbagliato «limitarsi a contare le navi che arrivano o i passeggeri che sbarcano». Lo ripete per segnalare che bisogna «imparare a valorizzare anche tutto quel che tali navi e tali passeggeri generano sul territorio: lavoro, ricchezza, opportunità e futuro». Aggiungendo poi: «Il porto non è solo una infrastruttura, è una parte fondamentale dell’identità e dell’economia della nostra città».

A poche ore dal via all’ “Italian Cruise Day” che riporta Livorno sotto i riflettori dell’iniziativa di Francesco di Cesare (Risposte Turismo), ecco che il numero uno della società dello scalo traghetti e crociere (Matteo Savelli) e il sindaco della città (Luca Salvetti) mettono l’accento su quel che significa il turismo nella città meno turistizzata di una Toscana in perenne “overdose da turismo”. E qui la lingua non può che battere sull’andirivieni di navette (shuttle) che fanno la spola fra le banchine e la città. I numeri: 2.217 passaggi nave-città nel 2025, più di 288mila passeggeri trasportati (ai quali vanno sommati 39.800 persone dell’equipaggio). Come dire: il 37% dei crocieristi ha utilizzato lo “shuttle”.

Matteo Savelli numero uno di Porto Livorno 2000

Dice Savelli: «Facciamo un calcolo prudente e diciamo che non tutti quanti salgono sul bus si fermano a Livorno, mettiamo che un 10% trovi il modo di andare altrove. Fatto sta che un buon 27% resta qui. Poi basta dare un’occhiata alle strade del centro nei giorni in cui ci sono più arrivi: è un dato che si misura con i numeri ma si nota anche con gli occhi».

Questo però è ancora una fetta del discorso: nell’arco di un anno si contano 8mila bus dei tour ufficiali, mezzo migliaio quelli dei tour privati. Da tener presente poi che il noleggio con conducente (Ncc) riguarda 250 casi per i tour ufficiali, un migliaio gli accessi di Ncc privati («e a questi numeri bisognerebbe taxi, guide, accompagnatori e servizi turistici che non abbiamo abcora quantificato»). Un altro dato: «Solo noi e Civitavecchia abbiamo un tal ventaglio di società armatoriali come clienti: sono ben 36», dice Savelli.

Il focus successivo riguarda gli addetti: il lavoro in un porto passeggeri è stagionale ma, rincara Savelli, qui ha «una stagionalità lunga». Stiamo parlando di una forza lavoro che nel 2025 è stata di 125 addetti: 35 operai, 28 nel settore accoglienza, 48 per la security e 14 negli uffici amministrativi.

Al tirar della riga del totale, Savelli segnala che quest’insieme di attività valgono 6,2 milioni come costo complessivo del lavoro e quasi altrettanti come servizi gestiti da Porto di Livorno 2000. Cioè: attorno ai 12 milioni. Questo è l’effetto diretto: resta da valutare quanto valga la spesa dei crocieristi in negozi, ristoranti, bar…

Non c’è bisogno di avere la sfera di cristallo dell’indovino per capire che, dietro questo voler rimarcare la ricchezza generata per il territorio dall’attività crocieristica, c’è l’intenzione di metterlo sul piatto della bilancia così da contrastare le critiche che bersagliano l’attività crocieristica come inquinante e senza vantaggi per la città.

Nel frattempo, il numero uno di Porto 2000 annuncia che la società darà una mano al conservatorio livornese intitolato a Pietro Mascagni. Come? Favorendo i contatti con gli armatori perché i musicisti locali vadano a presentare la loro arte a bordo delle navi.

Il sindaco di Livorno Luca Salvetti e il presidente di Porto Livorno 2000 Matteo Savelli

Il sindaco Luca Salvetti parte da un flash storico: «Ha toccato Livorno quella che è stata considerata la prima crociera nel 1833». Nell’excursus storico non è mancato un altro flash: il milionesimo crocierista “premiato” nel 2012 in occasione di un anno record: detto per inciso, in quell’anno i guai furono talmente tanti che l’anno seguente si registrò un crollo negli arrivi. Poi è arrivata la privatizzazione, la Porto 2000 ce l’ha fatta a invertire la tendenza, ricorda Salvetti. Prima ancora che il balletto delle cifre, a lui interessa il disegno territoriale che fa emergere un nuovo profilo lungo la costa. Con il nuovo porto turistico, la Fortezza Vecchia riportata in acqua, il futuro polo passeggeri crociere-traghetti si salda l’identikit di un nuovo della Livorno sul mare e vista dal mare.

Fin qui Livorno. Oggi, venerdì 23, tocca all’ “Italian Cruise Day” organizzato da Risposte Turismo in tandem con l’Authority labronica e la società Porto Livorno 2000: una trentina di relatori distribuiti fra tavole rotonde e report spaziando fra gli esperti di settore, i vertici delle Autorità di Sistema, gli amministratori di terminal passeggeri e società che hanno a che fare con i trasporti. Tutt’attorno alla presentazione dell’edizione 2026 del report “Italian Cruise Watch”: a partire dalle 9 al terminal crociere di Livorno.

Pubblicato il
23 Ottobre 2026

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