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MODIFICA AL PRG

Quattro mosse dell’Authority per ammodernare il porto di Piombino

Un “adeguamento” nel segno della rinascita del polo siderurgico

La cartografia degli interventi previsti dall’Authority sul porto di Piombino

PIOMBINO (Livorno). Un poker di mosse per modificare l’identikit del porto di Piombino e metterlo in linea con le esigenze della rinascita del polo siderurgico. È quel che c’è dietro la proposta di “adeguamento tecnico funzionale” (Atf) al piano regolatore portuale di Piombino che l’Authority ha messo sulla rampa di lancio sottoponendola all’attenzione del comitato di gestione. Scopo: tradurre in opere concrete l’accordo di programma sul polo siderurgico firmato nel febbraio dello scorso anno. Con l’Autorità di Sistema individuata come soggetto attuatore del commissario straordinario per le infrastrutture portuali, si punta a «unire messa in sicurezza ambientale, riconversione industriale e sviluppo economico in un unico programma».

Così il commento di Davide Gariglio, presidente dell’Authority del Mar Tirreno Settentrionale: «Con questo adeguamento mettiamo il porto di Piombino al passo con le reali esigenze del territorio: infrastrutture proporzionate ai traffici, aree usate meglio e attenzione all’ambiente. È un passo concreto per la riconversione industriale e per il futuro di Piombino».

Da Palazzo Rosciano, sede dell’Authority del Nord Tirreno, si indicano le quattro mosse di cui si diceva, a cominciare da «una riorganizzazione della Darsena Nord e dell’Avamporto, articolata in più interventi»

Il primo tassello del puzzle che viene indicato risulta essere la Banchina Ovest della Darsena Nord: da arretrare di 105 metri. Viceversa, la Banchina Nord viene allungata della stessa misura. A ciò si aggiunga «una rotazione in senso antiorario, verso ovest, del filo della Banchina Nord Ovest, che determina una diversa configurazione dell’area acquea e la realizzazione di una nuova darsena, denominata Darsena Ovest».

La mappa dei cambiamenti previsti nell’adeguamento tecnico funzionale per il porto di Piombino

Tali modifiche – viene evidenziato – comportano «una riduzione delle superfici a terra di pertinenza delle due banchine e un corrispondente ampliamento dello specchio acqueo».  È da aggiungere che, contestualmente, il lato est del pontile esistente Lusid «resta esterno all’area del terminal e mantiene la propria disponibilità come fronte di accosto nord».

I tecnici dell’Authority livornese riferiscono che nell’Atf vengono inoltre «ridotti i fondali programmati da un minimo di 13 metri (sulla Darsena Lucchini) a un massimo di 16 metri (sulla banchina Ovest), passando dai 15 metri di approfondimento in prossimità della banchina Nord Ovest». Questo, come viene precisato, ha una conseguenza evidente: la «diminuzione dei volumi di dragaggio previsti, una opzione che si rende necessaria per un adeguamento alle dimensioni previste delle nuove navi che fruiranno delle aree portuali».

Restano da illustrare altri due elementi strategici: da un lato, il recupero dentro l’area portuale dell’ex area Parchi Minerali («tornata nella piena disponibilità dell’Authority nel 2023 e inserita nella “zona logistica semplificata” della Toscana»); dall’altro, l’ottimizzazione del sistema di varchi e accessi al terminal passeggeri. Come? Grazie al «nuovo terrapieno del primo tratto dell’ampliamento a sud del Molo Batteria per il quale è previsto l’utilizzo di sedimenti di dragaggio in modo da ristabilire l’equilibrio tra i volumi di sedimenti da dragare ed i volumi disponibili per il loro conferimento».

Pubblicato il
27 Ottobre 2026

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