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CONFCOM LIVORNO

«Caro energia, le imprese hanno bisogno di risposte concrete»

Marcucci: interventi strutturali per alleggerire le bollette

Francesca Marcucci, presidente di Confcommercio Livorno

LIVORNO. Il caro-energia colpisce due volte le imprese del commercio. Da un lato: l’aumento dei costi che «le aziende devono sostenere per lavorare, con margini sempre più ridotti per investire e mantenere competitiva l’attività». Dall’altra: la diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, che devono fare i conti con il fatto che «una quota crescente del loro reddito è destinata a spese obbligate, come quelle per l’energia domestica, e hanno quindi meno risorse da spendere per altri acquisti». A mettere il dito nella piaga a nome della Confcommercio livornese è la presidente provinciale Francesca Marcucci. Si potrebbe perfino dire che c’è un terzo effetto negativo, se guardiamo al fatto che gli imprenditori commerciali hanno anch’essi una dimensione familiare e, se al timone di piccolissime ditte, su quel versante hanno forse ancor più difficoltà a far quadrare le cose.

Come che sia, fatto sta che l’impennata del costo dell’energia preoccupa fortemente le imprese del terziario, che si parli del commercio o del turismo, della ristorazione oppure di logistica o anche di servizi: basti pensare che, secondo gli ultimi dati Istat, nel settembre scorso i prezzi alla produzione di elettricità e gas sono aumentati del 35,9% rispetto a dodici mesi prima. È un dato che «non corrisponde direttamente all’aumento delle bollette pagate dalle imprese, ma che conferma le forti tensioni sul mercato energetico».

Tutto questo torna ancor più prepotentemente sotto le luci dei riflettori dell’attualità guardando alla manovra economica approvata dal Consiglio dei ministri mercoledì scorso. L’ha sottolineato il presidente nazionale Confcommercio, Carlo Sangalli: «Occorre ridurre strutturalmente i costi dell’energia, che continuano a pesare sui bilanci familiari e sulla competitività delle imprese, in particolare dei trasporti e degli altri settori del terziario di mercato».

La presidente dell’organizzazione livornese torna alla carica: «È una situazione che si riflette soprattutto sui negozi di vicinato, dove si avverte la riduzione della capacità di spesa dei cittadini: quando una famiglia deve spendere di più per le bollette, inevitabilmente rinuncia o riduce altre spese, dall’abbigliamento alle vacanze, fino a tanti beni e servizi non essenziali». Con una conseguenza: «Le imprese si trovano così strette tra costi di gestione elevati e consumi che faticano a ripartire. E sono soprattutto le attività più piccole ad avere meno possibilità di assorbire questi effetti».

Il direttore generale della Confcommercio livornese Federico Pieragnoli

È un tasto sul quale insiste anche Federico Pieragnoli, direttore generale Confcom Livorno: è indispensabile intervenire «sia nell’immediato, per contenere il peso delle bollette, sia nel lungo periodo, con misure che rendano i costi energetici più sostenibili e prevedibili». Pieragnoli prende come riferimento una stima dell’Ufficio Studi Confcommercio, realizzata in collaborazione con il Centro Europa Ricerche: nel secondo semestre 2026 le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione «possono arrivare a superare il miliardo di euro in maggiori costi per l’elettricità». Aggiungendo poi: «Le imprese non possono continuare a lavorare nell’incertezza, servono provvedimenti concreti, semplici e accessibili anche alle microimprese. Ridurre il costo dell’energia significa tutelare non soltanto i bilanci aziendali, ma anche l’occupazione e la tenuta economica dei nostri territori».

Pubblicato il
30 Ottobre 2026

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