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L’exploit della grande nautica con “targa” toscana: più 67% nei ricavi

Ratti: occorre un modello condiviso di gestione dei costi

L’assessore Leonardo Marras fra Matteo Italo Ratti ad di Cala de’ Medici e Cristiano Marcacci direttore del Tirreno

ROSIGNANO (Livorno). L’assessore regionale Leonardo Marras indica una percentuale che parla da sola: più 67%. È la crescita dei ricavi che mette a segno la nautica di grandi dimensioni in Toscana («uno dei pochi settori economici in forte espansione». Potrebbe essere questo il punto di partenza di una nuova consapevolezza sul peso specifico che la costruzione dei grandi yacht ha sull’economia del territorio, dato che nelle cento miglia di costa fra la zona livornese e il Golfo di La Spezia si concentra una grossa fetta del meglio della produzione mondiale in questo campo.

Ma questa spinta alla crescita porta con sé l’esigenza di «adeguare le infrastrutture alle richieste del mercato e mettere in rete posti barca e servizi in un’ottica di accoglienza turistica»: è con questo tipo di sguardo che intende muoversi la Regione Toscana. Del resto, stiamo parlando dell’assessore che nella squadra di Giani ha in mano le deleghe attività produttive, credito e turismo.

«La clientela non sceglie più soltanto una marina ma l’intero territorio circostante che deve quindi attivarsi per essere attrattivo e competitivo»: parola di Pietro Angelini, direttore generale di Navigo Toscana, in collegamento dalla Florida dove stava partecipando al Fort Lauderdale International Boat Show 2026.  Obiettivo: creare una visione d’insieme di una destinazione nella geografia dello yachting.

Far uscire dall’angolo specialistico degli addetti ai lavori questo spicchio di economia, accendere finalmente i riflettori sulla centralità del sistema dei porti della Toscana nello sviluppo economico dell’intero territorio regionale. L’occasione è stata il forum organizzato dal porto turistico Marina Cala de’ Medici, a sud di Castiglioncello in territorio rosignanese, in collaborazione con il quotidiano “Il Tirreno”. Titolo: “La Toscana del mare. Nautica, portualità e territorio”. Il contesto è quello della rassegna culturale “Voci dal Molo: storie del nostro tempo”.

Un altro tassello del mosaico della conoscenza di questo mondo in cerca di visibilità l’ha messo Matteo Italo Ratti, amministratore del Marina Cala de’ Medici e anima del progetto del network toscano. L’ha fatto mettendo in vetrina «un innovativo studio sulla gestione portuale turistica redatto dal Consorzio Marine della Toscana» con cui una ventina di porti italiani sono stati passati al microscopio e messi a confronto con il sistema organizzativo ed economico del modello francese.

Lo studio costituisce – è stato detto – il primo documento del settore della portualità: «non vuole essere un arrivo ma una partenza di analisi che metta a confronto nel tempo i modelli di gestione portuale, il costo percepito dall’utenza, sostenuto dai soci di una società di gestione al netto dei ricavi prodotti dalla tariffa degli ormeggi temporanei».

Ratti lo spiega così: «Sfortunatamente in Italia non esiste un sistema che riunisca in modo organico i costi di gestione delle marine che invece esiste in Francia, nostro maggiore competitore nel Mediterraneo. In Francia le marine hanno un sostegno da parte della componente pubblica ed è per questo che i costi di gestione al metro quadrato sono dalle 3 alle 5 volte minori rispetto all’Italia». Il numero uno dell’infrastruttura rosignanese – che, vale la pena ricordarlo, è anche presidente del Consorzio Marine della Toscana – tiene a ribadire un aspetto: «Il nostro Paese deve dotarsi di un modello condiviso che riprenda quello francese, così da essere più competitivi in un settore come la nautica che è in continua ascesa anche nella nostra regione. Se non interveniamo al più presto saremo fuori dal mercato: ecco perché la Toscana deve interrogarsi sul futuro delle marine turistiche e deve nascere un osservatorio economico permanente per questo settore».

È una sottolineatura sulla quale insistono anche gli interventi di amministratori di altre realtà consimili: come Marco Corti (porto Punta Ala), Claudio Cilemmi (porto di Marina di Scarlino) e Simone Tempesti (Porto di Pisa). D’accordo nel ribadire l’importanza di creare – viene fatto rilevare – un sistema unitario nella gestione delle marine e di poter contare su una regia forte da parte dell’ente regionale, così da snellire una burocrazia che troppo spesso lascia in stallo interventi essenziali per la manutenzione e la promozione dei porti turistici.

A giudizio di Michela Fucile, alla guida del Distretto Tecnologico della Nautica e della Portualità della Regione Toscana, «soltanto con porti turistici ben strutturati, con buoni servizi e in continuo collegamento con i territori circostanti possiamo promuovere un modello vincente di esperienza legata all’utilizzo della barca».

Pubblicato il
2 Novembre 2026

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