Prof dell’università di Pisa nel team dei direttori dell’Einstein Telescope
È la squadra che darà vita al futuro osservatorio di onde gravitazionali

Francesco Forti prof dell’ateneo pisano lavorerà per l’Einstein Telescope
PISA. Un prof dell’università di Pisa è stato chiamato a ricoprire il ruolo di “associate director” per la gestione e l’ingegneria dell’infrastruttura dell’Einstein Telescope Organisation (Eto) raccogliendo il testimone di Pasquale Lubrano: si chiama Francesco Forti, è docente ordinario del Dipartimento di fisica ed è componente del Consiglio Direttivo dell’Infn, l’istituto nazionale di fisica nucleare. Stiamo parlando del progetto Einstein Telescope: si tratta di uno dei più grandi progetti che la comunità scientifica internazionale sta allestendo. Rendendo nota la notizia, l’ateneo pisano sottolinea che si tratta del «futuro osservatorio di onde gravitazionali di terza generazione che esplorerà l’universo con una sensibilità senza precedenti».
Il professor Forti, che nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità in importanti collaborazioni internazionali, ha assunto l’incarico lo scorso 7 ottobre. L’incarico – viene fatto rilevare – riguarda uno degli ambiti centrali del progetto: la progettazione e la realizzazione dell’infrastruttura di Einstein Telescope, che la Sardegna è candidata a ospitare nell’area della ex miniera di Sos Enattos, nel Nuorese.
Queste attività rappresentano «una componente fondamentale di una impresa scientifica e tecnologica di grande portata», che richiede competenze multidisciplinari e un coordinamento internazionale. Il ruolo che Forti è stato chiamato a svolgere «contribuisce al percorso di sviluppo dell’osservatorio, affrontando gli aspetti ingegneristici, infrastrutturali e gestionali necessari alla sua realizzazione».
È da aggiungere che Francesco Forti, secondo quanto specificato dal quartier generale dell’università di Pisa, entrerà inoltre a far parte, a far data dal 1° gennaio prossimo, dello Scientific Policy Committee (Spc) del Cern per un mandato di quattro anni.
Forti è docente a Pisa ma a Pisa è stato anche studente negli anni ‘80: all’Università di Pisa e alla Scuola Normale. Ha dedicato la propria attività scientifica principalmente allo sviluppo di rivelatori, in particolare sensori al silicio, e alle loro applicazioni nella fisica dei sapori. Ha partecipato all’esperimento Aleph al Cern contribuendo allo sviluppo dei rivelatori al silicio impiegati nel rivelatore di vertice, e successivamente all’esperimento BaBar presso lo Slac National Accelerator Laboratory, in California, dove ha guidato la realizzazione del Silicon Vertex Tracker, entrato in funzione nel 1999. Ha inoltre contribuito alle analisi dell’esperimento, che ha prodotto risultati fondamentali nello studio della violazione della simmetria CP nei mesoni B.
Nel curriculum – viene messo in evidenza – figura anche il fatto che, «dopo aver contribuito alla proposta dell’esperimento SuperB e coordinato la collaborazione internazionale per la progettazione del rivelatore», nel 2013 ha guidato il gruppo italiano, composto da circa 60 ricercatrici e ricercatori, nell’esperimento Belle II presso il laboratorio Kek, in Giappone, partecipando anche alla costruzione del rivelatore di vertice al silicio.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi ruoli di coordinamento scientifico internazionale, tra cui la presidenza dell’Executive Board di Belle II dal 2014 al 2019 e l’incarico di Upgrade Coordinator dal 2019 al 2024. Dal 2015 al 2019 ha inoltre presieduto il Cern Large Hadron Collider Committee. Dal gennaio 2024 è editor in chief della sezione Experimental Physics at Accelerators della rivista The European Physical Journal C. Dal dicembre 2023, Forti è componente del consiglio direttivo dell’Infn in qualità di rappresentante del ministero dell’università e della ricerca.











