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Interporti e Binario1

BOLOGNA – Dall’idea di UGL ferrovieri, e in collaborazione con Caracò, DoppiaDifesa, Edela e Solares, nasce Binario1 “in viaggio contro la violenza”. Il progetto, in corso nell’anno scolastico 2023-2024, si intitola “Piazzale Ovest” e affronta il tema della violenza di genere. 

Il cuore del progetto, presentato a Bologna il 1° febbraio e a Parma il 6 febbraio, è un viaggio in treno (il cui modello è denominato “Rock”, con percorso straordinario, dedicato all’iniziativa) da Bologna a Genova, in programma il 19 aprile – ore 7:50 -, con tappe a Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Alla fine del viaggio gli studenti di cinque classi coinvolte nel progetto condivideranno storie di coraggio e riscatto, rifletteranno sul tema della violenza e realizzeranno lavori artistici. A Genova, presso il Palazzo Ducale, si terranno rappresentazioni artistiche e teatrali a cura degli studenti. 

Binario1 non si limita a un evento estemporaneo, ma consolida la continuità per il futuro (Il prossimo anno si chiamerà “Piazzale Est”), creando così progetti duraturi che sensibilizzino il tema della violenza sulle donne e sui suoi effetti devastanti, non solo sulle vittime dirette, ma anche sui loro cari. 

È importante sottolineare l’importanza della collaborazione tra diverse realtà per contrastare la violenza sulle donne. Il progetto Binario1 necessita di un appoggio economico continuativo per poter concentrarsi unicamente sul percorso intrapreso. Questo rappresenta un esempio positivo di come l’arte, la cultura e la formazione possano unirsi per sensibilizzare su un tema così importante.

Il progetto sancisce l’impegno comune di Interporti di Parma e Bologna e dell’associazione, nata da UGL ferrovieri, Binario1 nella lotta contro la violenza sulle donne. Il progetto Binario1, con il suo viaggio in treno e le sue diverse attività, rappresenta un esempio concreto di come si possa sensibilizzare su questo tema e costruire un futuro migliore, libero dalla violenza. 

Questa iniziativa sta già avendo effetto in quanto ha aperto i cuori dei giovani che vi partecipano. Durante uno degli incontri si è discusso del concetto di “mio”, una parola apparentemente innocente ma che ormai è legata all’idea di possesso, quando invece siamo tutte persone libere e non siamo la proprietà di nessuno. Ora tocca agli educatori (tra i quali insegnanti e genitori), che devono perennemente aiutare i ragazzi in questo percorso di consapevolezza e sensibilizzazione. L’UE prevede un cambiamento definitivo entro 60 anni, noi con queste associazioni dobbiamo impegnarci per accorciare i tempi. 

Pubblicato il
20 Aprile 2024
Ultima modifica
23 Aprile 2024 - ora: 16:14

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