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Un nuovo blocco dei Tir per altri cinque giorni

Si svolgerà dal 28 maggio al 1º giugno – Anche Fita-CNA chiede un urgente taglio delle accise

ROMA – Il Consiglio Nazionale di Trasportounito – dice una nota ufficiale – preso atto della assenza di risposte concrete da parte del Governo, fatto salvo un decreto interministeriale i cui contenuti sono ad oggi inspiegabilmente segregati, non può che confermare il fermo nazionale dei servizi proclamato dal 28 maggio al 1º giugno.

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“La protesta trova ulteriore motivazione – continua la nota – in un quadro in cui il Governo, impegnato ad esercitare la massima imposizione con il minimo consenso, nei fatti consente che il calo del lavoro diventi strumento e giustificazione per consentire lo sfruttamento e l’elusione delle norme. In un quadro così deteriorato non sono certo sufficienti le generiche direttive del ministro destinate a restare sulla carta e a produrre risultati nulli esattamente come i confronti tecnici organizzati in queste settimane dai dirigenti della pubblica amministrazione.

“Per l’autotrasporto di merci, da cui dipende tutta l’economia reale del Paese, occorrono atti urgenti e concreti; occorre correggere le disposizioni di natura finanziaria – operativa (accise e costo industriale del carburante, assicurazioni, pedaggi) e perfezionare le misure normative del settore (tempi di pagamento, costi incomprimibili per la sicurezza, sanzioni, codice della strada)”.

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Da parte sua anche Fita-CNA, interviene sul caro carburante.

“Rispetto alle dichiarazioni di Passera alla stampa con cui ha escluso “ad oggi” possibili provvedimenti sulla sterilizzazione dell’iva sulle accise e sull’introduzione dell’accisa mobile – dice la segreteria di Fita-CNA – CNA-Fita esprime preoccupazione, ribadendo che il problema del caro gasolio rimane la priorità e in tal senso c’è bisogno di segnali precisi che dimostrino buona volontà”.

“Le parole del ministro Passera non ci aiutano a sperare – ha dichiarato la presidente nazionale Cinzia Franchini – mi auguro solo che il ministro abbia voluto prendere tempo per valutare quale provvedimento sia più adeguato. Va da se che sarebbe grave se non si intervenisse in alcun modo mentre in Europa, dove il gasolio alla pompa è molto meno caro e meno tassato che da noi, i governi nazionali stanno correndo ai ripari cercando di calmierare la tassazione. In Spagna – ha ribadito la Franchini – il fermo dei mezzi è stato ritirato grazie alla decisione del governo di sospendere una specifica accisa sul gasolio destinata al sistema sanitario”.

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“Restituite alle aziende di autotrasporto i soldi che sono stati estorti per l’operazione-SISTRI”. Così il segretario generale di Trasportounito Maurizio Longo ha sottolineato come l’articolo-inchiesta pubblicato dal quotidiano la Repubblica dimostri con drammatica evidenza quanto Trasportounito ormai da mesi sostiene: ovvero che il sistema SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) sia nelle migliori delle ipotesi un clamoroso e scandaloso “equivoco”, giocato sulla testa principalmente delle imprese dell’autotrasporto costrette per questo a pagare per un controllo sulle ecomafie e sull’abusivismo che evidentemente nessuno ha intenzione veramente di far funzionare.

Per questi motivi Trasportounito chiede urgentemente al governo di risarcire alle imprese quanto sono state inutilmente costrette a versare.

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Pubblicato il
16 Maggio 2012

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