Lega Navale: serve un aggiornamento legislativo sul nostro ruolo
ROMA. «Dobbiamo mettere il mare al centro del discorso sulla formazione e sull’inclusione sociale»: parola del presidente della Lega Navale Italiana, ammiraglio Donato Marzano, nell’iniziativa che la Lni ha messo in agenda al Senato per parlare delle sfide per il mare nel primo secolo del nuovo millennio. Con un focus dedicato alla inclusione sociale e alla formazione del marinaio, che rappresentano due fra le aree di interesse istituzionale del principale ente pubblico associativo che si occupa di mare in Italia dal 1897.
L’evento della Lega Navale Italiana è stato promosso su iniziativa della senatrice Stefania Pucciarelli ed è stato l’occasione – spiegano gli organizzatori – per tracciare un bilancio dei risultati raggiunti, presentare i progetti in corso e definire gli obiettivi futuri per rendere la “risorsa mare” sempre più accessibile a tutti e formare i marinai militari, mercantili, i diportisti e gli sportivi di oggi e di domani.
L’ammiraglio Donato Marzano sottolinea che «il mare è sempre più importante nell’economia e per la centralità strategica del nostro Paese».
Nel convegno sono stati puntati i riflettori, da un lato, sull’«avvicinamento di tutte le persone, senza barriere fisiche, cognitive, sociali ed economiche, al mare e agli sport nautici» e, dall’altro, sulle novità che la formazione del marinaio porta con sé al tempo dell’intelligenza artificiale, sia per i futuri marinai militari e mercantili sia per le professioni del diporto, «settore che deve diventare sempre più attrattivo per i nostri giovani».
All’interno di questo orizzonte, quale ruolo per la Lega Navale? «Siamo un ponte tra la Marina Militare, le istituzioni, le associazioni e le federazioni sportive verso la società civile – dice Marzano – e in grado di catalizzare esperienze, collaborazioni e progetti, come abbiamo dimostrato con questo convegno». Quale passaggio in più chiede la Lni? Marzano non ci gira intorno e chiede «un aggiornamento legislativo che definisca le competenze e le prerogative della Lega Navale».
Nel corso della giornata di lavori, sono intervenuti numerosi rappresentanti delle istituzioni, tra cui la senatrice Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato, Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, la senatrice Stefania Pucciarelli, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, l’ammiraglio di squadra Enrico Credendino, capo di stato maggiore della Marina Militare, Riccardo Rigillo, capo di gabinetto del ministro per le politiche del mare e Patrizia Scarchilli, direttrice generale per il mare del ministero delle infrastrutture.
Il primo round dei lavori è stato dedicato alla prospettiva sociale-sportiva del mare: è stato moderato dalla giornalista di Rai News 24 Roberta Ammendola ed è stato introdotto dall’intervento della ministra Locatelli. Si è parlato del progetto “Velando”, promosso dalla ministra con la Lega Navale in qualità di ente capofila: per presentare i benefici della velaterapia per le persone con malattie muscolo-scheletriche e con disturbo dello spettro autistico sono intervenuti gli esperti Luca Sangiorgi (Ospedale Rizzoli di Bologna) e Roberto Keller (Asl Torino 1). Francesco Ettorre ha illustrato le attività della “Parasailing Academy Fiv”, prima esperienza al mondo di progetto itinerante per favorire l’accesso alla pratica della vela di persone con disabilità, svolto grazie anche alla sinergia con le sezioni della Lega Navale affiliate alla Fiv. Giorgia D’Errico, direttrice settore relazioni istituzionali di Save the Children, ha parlato della collaborazione in 10 città italiane tra i “punti luce” della sya organizzazione e la Lega Navale Italiana, grazie alle quale i minori provenienti da contesti di disagio socio-economico possono accedere agli sport nautici. Il presidente della Lega Navale Italiana Donato Marzano ha presentato la “flotta solidale” della Lni, la più grande in Italia, con 75 barche inclusive tra derive “Hansa 303” e “Malupa”, una barca d’altura, “Our Dream”, sottratta alla criminalità organizzata e resa accessibile alle persone con disabilità motoria oltre ai mezzi e al personale impiegato in attività di canoa paralimpica. Hanno portato delle testimonianze durante la sessione Tullio Picciolini, skipper de “Lo Spirito di Stella”, il primo catamarano al mondo accessibile alle persone con disabilità motorie e due campioni paralimpici della Lni, il velista Carmelo Forastieri e la canoista Viktoryia Pistis Shablova, che hanno raccontato il loro percorso sportivo e le sfide personali.
Nel secondo panel sulla formazione del marinaio, moderato dal generale di squadra aerea Fernando Giancotti e aperto dall’intervento di Patrizia Scarchilli (ministero delle infrastrutture), si è discusso di formazione e di aggiornamento delle competenze nelle professioni del mare in un’epoca segnata da profonde trasformazioni tecnologiche. Hanno portato il proprio contributo, per la Marina Militare, il contrammiraglio Enrico Vignola e, per il Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, il capitano di vascello Francesco Massaro. La visione sul tema della formazione tecnica e professionale dei futuri professionisti del mare è stata discussa da Paola Vidotto, direttrice generale dell’Accademia della Marina Mercantile, e da Andrea Tommaselli, presidente della Rete dei Nautici d’Italia, mentre il tenente colonnello Riccardo Conti, insieme ai sottotenenti Francesco Pio Serio e Roberta Carrella, hanno illustrato il percorso formativo dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli. Luciano Marcelli, istruttore e membro del Centro Culturale per la Formazione Nautica della Lega Navale Italiana, ha fatto il punto sulle capacità e le esperienze dell’associazione nel mondo della formazione nautica, tra percorsi che si rivolgono sempre più al mondo delle disabilità con i primi istruttori di vela solidale della Lni formati quest’anno e mezzi, personale, strutture e competenze sulla formazione diffuse lungo tutto il territorio nazionale. Gianni Lo Storto, consulente ed esperto di formazione trasformativa, ha parlato delle contaminazioni tra la formazione e le esperienze sul campo, richiamando la necessità di trasmettere ai giovani la capacità di costruire dei “cassetti” dove depositare i propri strumenti conoscitivi e quella di lavorare a processi di formazione continua. Infine, Annalisa Nesi, accademica della Crusca, ha illustrato il progetto “La lingua del mare”, portale web realizzato dall’Accademia della Crusca per valorizzare e rendere accessibili in rete materiali, editi e inediti, relativi alla marineria e alla pesca: l’obiettivo, al quale concorre la Lega Navale con il proprio patrimonio archivistico e di competenze, è quello di diffondere il sapere marittimo attraverso la conoscenza del lessico e della sua storia, in particolare verso i più giovani.