Code choc per l’accesso al porto, l’Authority ribatte all’autotrasporto
«Si lavora insieme a una soluzione, perché quest’attacco che rompe la collaborazione?»

Palazzo Rosciano a Livorno, quartier generale dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale
LIVORNO. «Sorprende l’ennesimo pressing mediatico da parte degli autotrasportatori, proprio mentre il resto della comunità marittimo-portuale fa “squadra” sul tema». L’ Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale risponde a botta calda, senza neanche far passare il giorno festivo, all’attacco di quattro associazioni di categoria (Assotir, Cna Fita Livorno, Confartigianato Livorno e Trasportounito) che sono tornate a denunciare le difficoltà operative causate nel porto di Livorno dalle lunghe attese per le operazioni di carico e scarico dei container.
DALL’ ARCHIVIO: qui il link all’articolo della Gazzetta Marittima in cui le principali organizzazioni delle imprese dell’autotrasporto denunciano le disfunzioni nell’accesso al porto di Livorno
Da parte dell’istituzione portuale labronica non si nega l’esistenza del problema, e tuttavia si tiene a sottolineare che «nemmeno un mese fa le stesse associazioni sono state convocate a Palazzo Rosciano per affrontare il problema insieme alla comunità portuale tutta, accettando la proposta dell’Autorità di Sistema Portuale di collaborare alla formazione di un apposito Osservatorio sul tema, cui affidare il compito di analizzare, nei tempi necessari, le criticità del sistema e individuare possibili soluzioni». Ed ora, invece, questa sorta di fuga in avanti con la denuncia pubblica delle disfunzioni.
L’ente che governa le banchine livornesi torna a insistere sul fatto che resta convinto di una cosa: «Ogni possibile soluzione debba passare attraverso un percorso di confronto e, se possibile, di condivisione di dati certi sui lamentati ritardi». Rincarando la dose: «Serve una collaborazione ad ampio raggio per affrontare alla radice le cause profonde di questi disservizi, nella consapevolezza che l’attuale aumento tariffario posto in essere (la “port fee”), per riequilibrare i sovraccosti non possa essere la risposta definitiva ai problemi segnalati».
La nota dell’Authority ripete l’auspicio che la categoria dell’autotrasporto «voglia tornare a viaggiare in sinergia di intenti con tutto il sistema porto»: senza dimenticare – si aggiunge – che stiamo parlando di «una questione che è sovralocale» e vede ormai anche Assoporti, l’organizzazione che raggruppa le istituzioni portuali di tutta Italia, «svolgere un importante ruolo di coordinamento».