Visita il sito web
Tempo per la lettura: 2 minuti

Il new deal della festa ch’è finita

COLLESALVETTI – Può anche darsi che il “new deal” dell’Interporto Vespucci di Guasticce, così come l’hanno presentato Federico Barbera e i suoi, sia da ascrivere al reparto delle speranze. Come scrive qui a fianco Cinzia Garofoli, le speranze davvero non mancano.
[hidepost]Volendo fare gli scettici blu, bisogna anche ricordarci però che di speranze era lastricata anche la strada di Marco Susini: e i tempi in cui si poteva abbondantemente attingere al generoso brumeggio dello Stato finanziatore di tutto, compresi gli assurdi.
Barbera non ce ne vorrà se gli ricorderemo come nacque l’Interporto Vespucci: una specie di “compensazione” per il fallimento di un’altra strampalata iniziativa dello Stato, la CMF di Guasticce, che aveva buttato alle ortiche milioni e milioni di lire per le tipiche non-scelte di sottogoverno. Per l’interporto i soldi non si sono buttati alle ortiche, ma peggio: nella palude. Il Vespucci è nato infatti in un pantano, e le spese per renderne stabili e drenate le aree sono state tra le più alte in assoluto nella tipologia degli interporti. La bonifica pontina, in rapporto, è costata meno. Il risultato: quando si è provato a monetizzare il costo delle aree, da affittare o vendere alle imprese, si è scoperto che costano grossomodo quanto quelle edificabili di Porto Cervo dei tempi d’oro. Un disastro.
Per di più, l’interporto non è solo nato sul fango: come interporto è nato anche troppo vicino al porto, mentre come retroporto è troppo lontano. Detta brutalmente: è uno dei tanti (troppi: e lo sa bene il presidente dell’unione di queste strutture) interporti inutili e costosi, nati per motivi di sottogoverno e a lungo alimentati con il sottogoverno. Il coraggio di cancellarlo al momento giusto avrebbe risparmiato agli italiani valanghe di spese improduttive e l’imbarazzo di che farne. Invece si è continuato a giocare sui suoi gloriosi destini: con Susini che è stato bravo a farsi assegnare ancora risorse centrali; e con le istituzioni locali che si sono persino trastullate con progetti da libro dei sogni, vedi la navigabilità dello Scolmatore e il “porto” interno, peraltro già relegati a boutade.
Federico Barbera, che è un pragmatico, non ignora tutti questi precedenti. Ed è per questo che la sua rivoluzione, il suo “new deal”, parte da un assioma: quello di fare del Vespucci un’area di insediamenti industriali o almeno imprenditoriali dove siano i privati a completare – o almeno a correggere parzialmente – quello che le valanghe di soldi pubblici non sono state capaci di fare, rendere il Vespucci autosufficiente. L’ingresso di soci privati, che portino non solo capitali ma anche e specialmente lavorazioni, sembra la strada giusta: per qualcuno addirittura l’unica strada. Ci stanno provando: con i nostri auguri di farcela, perché per i soldi pubblici la festa è finita da tanto. E vogliamo dirlo? Era ora.
Antonio Fulvi

[/hidepost]

Pubblicato il
28 Novembre 2012

Potrebbe interessarti

Livorno, restituire è dura

Non c’è stato niente da fare: gli aumenti della retribuzione concessi ad alcuni funzionari dell’Authority del mar Tirreno settentrionale dall’allora presidente Luciano Guerrieri vanno restituiti. La Corte dei Conti, che su segnalazione dell’allora segretario...

Leggi ancora

Livorno, il maquillage del vecchio porto

Bisogna ammetterlo: c’è un impegno dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Tirreno Settentrionale nella ripulitura, insomma di un tanto atteso maquillage, a Livorno all’area del Porto Mediceo, anche quella non impegnata dai grandi lavori...

Leggi ancora

Hormuz e le mine fantasma

Il dubbio, francamente, è venuto a parecchi: ma dove sono, se ci sono davvero, le micidiali mine navali che l’Iran avrebbe minato nello stretto di Hormuz? A incrementare le perplessità è arrivata una dichiarazione...

Leggi ancora

Gaudium Magnum, habemus Danieli (era ora!)

Mi dicono, dai recessi più profondi di Palazzo Rosciano, che finalmente stanno spolverano la poltrona del segretario generale dell’Authority livornese perché lunedì prossimo arriverebbe il nominato comandante Pierpaolo Danieli. Gaudium Magnum, recitano alla nomina...

Leggi ancora
Quaderni
Archivio