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“Focus” sul POT in discussione tariffe, piani d’impresa e controlli

Secondo il segretario generale Provinciali le tariffe dovranno anche soddisfare all’obbligo di corrispondere salari in linea con i contratti di lavoro

LIVORNO – L’Autorità portuale spiega, con una serie di comunicati che hanno il “focus” sul Pot, le strategie contenute nel documento, che andrà in discussione in una ulteriore seduta di comitato portuale il 12 dicembre.
Secondo una nota dell’Authority, “l’impegno è per una maggiore attenzione alla composizione delle tariffe, ai piani di impresa e alla loro sostenibilità finanziaria. Non solo banchine e zonizzazione: il Piano Operativo Triennale diventa, ancor più che in passato, un’arma non convenzionale per attaccare tutte quelle rendite di posizione che sino ad oggi sono state garantite attraverso la violazione o la parziale elusione delle regole. Nel nuovo strumento di programmazione triennale, attorno al quale è stata avviata da pochi giorni una discussione con i rappresentanti del Comitato Portuale, c’è spazio per nuove iniziative sul fronte caldo della regolamentazione delle operazioni e dei servizi portuali.
[hidepost]Il Piano di impresa: un modulo comune da compilare per verificarne l’attendibilità.
L’idea è quella di predisporre uno schema di piano d’impresa che possa costituire un modello comune per tutti. Il modulo permetterà all’Autorità portuale di confrontare i progetti finanziari di soggetti diversi che operano nel medesimo settore merceologico, nonché gli eventuali scostamenti fra quanto previsto nel business plan e quanto effettivamente operato.
Le componenti che dovranno essere comprese nei piani d’impresa saranno:
– le strategie di acquisizione del traffico ed i volumi attesi;
– la struttura organizzativa ed il piano degli investimenti, con particolare riferimento alla disponibilità di risorse umane e strumentali;
– la solidità finanziaria, dimostrabile anche mediante un documentato accesso al credito, nonché la solvibilità dei debiti contratti, nei tempi stabiliti e già fissati nei regolamenti in vigore, verso l’agenzia di lavoro portuale temporaneo e, più in generale, verso le altre imprese;
– il metodo di costruzione ed aggiornamento della tariffa.
Le tariffe: devono comprendere tutte le voci di costo (anche quelle relative al personale).
Oggi le imprese sono obbligate a depositare presso le Autorità portuali le tariffe relative alle operazioni e ai servizi portuali, ma non sono tenute a dire quali sono le singole voci che ne compongono l’ammontare complessivo. Bene, con il nuovo Pot, si cambia musica: fermo restando che l’Autorità portuale non è certo tenuta a entrare nella specifica dinamica commerciale che ispira un operatore ad adottare una determinata tariffa, sarà sua cura predisporre gli atti necessari per chiedere alle imprese una descrizione degli specifici elementi di cui è composta.
L’obiettivo è quello di poter verificare se le tariffe depositate consentano di soddisfare l’obbligo per le imprese della corresponsione di salari coerenti con il CCNL dei lavoratori dei porti e se coprano i costi relativi alla sicurezza dei lavoratori e nei luoghi di lavoro.
Sostenibilità finanziaria delle imprese.
Il segretario generale, Massimo Provinciali, l’aveva rimarcato in occasione dell’ultima riunione con i rappresentanti delle imprese e dei sindacati in merito all’Agelp (l’agenzia del lavoro portuale che ai sensi dell’art. 17 della legge 84/94 è tenuta a fornire la manodopera alle imprese ad integrazione del loro personale): il mancato pagamento dell’Agenzia del lavoro portuale è un sintomo evidente della fragilità economica di un operatore portuale e potrebbe spingere l’APL a prendere dei provvedimenti.
D’ora in avanti – è scritto nero su bianco nel Pot – l’APL verificherà “il puntuale assolvimento di quanto dovuto in merito agli obblighi contributivi e fiscali”, e individuerà “i criteri oggettivi per valutare e misurare la capacità finanziaria delle imprese, a cominciare, per esempio, dalla verifica del regolare pagamento delle prestazioni fornite dall’agenzia di lavoro portuale temporaneo”.

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Pubblicato il
5 Dicembre 2012

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